Archive | maggio 2009

Il Papa: Se l’uomo crede di essere Dio rischia la cancellazione della terra

.

L’uomo di oggi crede di essere Dio ma in realtà si allontana dal Creatore e rischia di mettere a repentaglio l’esistenza stessa dell’uomo sulla terra. Il Papa lancia un monito epocale durante la messa di Pentecoste nella Basilica di San Pietro e afferma: <L’essere umano sembra oggi affermare se stesso come Dio e voler trasformare il mondo escludendo, mettendo da parte o addirittura rifiutando il Creatore dell’universo _ ha detto Benedetto XVI _. L’uomo non vuole più essere immagine di Dio, ma di se stesso, si dichiara autonomo, libero, adulto. Evidentemente tale atteggiamento rivela un rapporto non autentico con Dio, conseguenza di una falsa immagine che di lui si è costruita, come il figlio prodigo della parabola evangelica che crede di realizzare se stesso allontanandosi dalla casa del padre. Nelle mani di un uomo così il “fuoco” e le sue enormi potenzialità diventano pericolosi: possono ritorcersi contro la vita e l’umanità stessa, come dimostra purtroppo la storia. A perenne monito rimangono le tragedie di Hiroshima e Nagasaki, dove l’energia atomica, utilizzata per scopi bellici, ha finito per seminare morte in proporzioni inaudite.

Il Papa utilizza anche una metafora ambientalistica per sottolineare la grave situazione odierna. < L’inquinamento atmosferico avvelena l’ambiente e gli esseri viventi ma esiste anche un inquinamento del cuore e dello spirito, che mortifica e avvelena l’esistenza spirituale. Allo stesso modo in cui non bisogna assuefarsi ai veleni dell’aria – e per questo l’impegno ecologico rappresenta oggi una priorità – altrettanto si dovrebbe fare per ciò che corrompe lo spirito. Sembra invece che a tanti prodotti inquinanti la mente e il cuore che circolano nelle nostre società – ad esempio immagini che spettacolarizzano il piacere, la violenza o il disprezzo per l’uomo e la donna – a questo sembra che ci si abitui senza difficoltà. Anche questo è libertà, si dice, senza riconoscere che tutto ciò inquina, intossica l’animo soprattutto delle nuove generazioni, e finisce poi per condizionarne la stessa libertà. La metafora del vento impetuoso di Pentecoste fa pensare a quanto invece sia prezioso respirare aria pulita, sia con i polmoni, quella fisica, sia con il cuore, quella spirituale, l’aria salubre dello spirito che è l’amore.

Dal Papa anche un invito alla Chiesa. Sia meno affannata per le attività e più dedita alla preghiera. Se vogliamo che la Pentecoste non si riduca a un semplice rito o a una pur suggestiva commemorazione – sottolinea il Pontefice – ma sia evento attuale di salvezza, dobbiamo predisporci in religiosa attesa del dono di Dio mediante l’umile e silenzioso ascolto della sua parola.

.

31 maggio 2009

fonte:  http://www.ilsole24ore.com/art/SoleOnLine4/Italia/2009/05/papa-tuona-uomo-crede-essere-dio.shtml?uuid=9746ae5e-4de2-11de-af13-8b0b0be69add&DocRulesView=Libero

Annunci

Influenza A, 4 nuovi casi in Italia: tutti arrivati da New York

https://i0.wp.com/www.ilmessaggero.it/MsgrNews/HIGH/20090531_flu31.jpg

Prima morte sospetta in Argentina

.

ROMA (31 maggio) – La nuova influenza prosegue incessante il suo cammino di contagio. Sono stati confermati oggi altri quattro casi di positività in Italia. Lo rende noto un comunicato del ministero del Lavoro e della Salute.

Il primo caso è relativo ad una donna trentenne rientrata a Verona da New York il 26 maggio con volo indiretto via Milano Malpensa. La donna, che al momento dell’arrivo accusava sintomi influenzali ed alterazione della temperatura, è stata visitata in ospedale e attualmente è in isolamento domiciliare per il trattamento. Le sue condizioni di salute sono buone e non destano preoccupazione.

Il secondo caso riguarda un uomo ventenne proveniente da New York con volo indiretto via Amsterdam e arrivato a Bologna il 25 maggio. Al momento l’uomo è in isolamento domiciliare a Rimini, dopo essere stato visitato in ospedale, e le sue condizioni fisiche non destano preoccupazione.

Il terzo caso è un uomo di circa trenta anni proveniente da New York con volo indiretto via Roma Fiumicino e rientrato a Modena il 24 maggio, al momento dell’arrivo accusava sintomi influenzali ed alterazione della temperatura ed è stato visitato in ospedale. Attualmente l’uomo è in isolamento domiciliare e le sue condizioni di salute non destano preoccupazione.

Il quarto caso è una donna di quarantacinque anni tornata da New York a Bologna via Parigi il 28 maggio. La donna, che al momento dell’arrivo accusava sintomi influenzali ed alterazione della temperatura è stata visitata in ospedale ed attualmente è in isolamento domiciliare per il trattamento. Le sue condizioni di salute sono buone e non destano preoccupazione. Nel comunicato si sottolinea che i «contatti stretti» dei casi segnalati sono già stati rintracciati e posti sotto sorveglianza.

Prima morte sospetta in Argentina. Primo sospetto caso di morte per la nuova influenza in Argentina, dove un uomo di 29 anni – che era stato ricoverato in ospedale con i sintomi dell’AH1N1 – è morto ieri nella provincia settentrionale di Jujuy. Lo ha riferito oggi la stampa argentina. Il ministro della sanità della provincia, Victor Urbani, ha tenuto a precisare che – in attesa dei risultati degli esami di campioni prelevati al defunto – non è stata per ora stabilita l’esistenza di «un nesso epidemiologico» per affermare che il decesso sia stato provocato dalla nuova influenza. Urbani ha tuttavia aggiunto che l’uomo deceduto, il quale lavorava come conducente per un’impresa di viaggi, si era di recente recato a Mendoza, a ridosso della frontiera con il Cile, e «aveva avuto contatti con persone cilene che si sospetta fossero state contagiate». Citate dalla stampa locale, fonti dell’ospedale Pablo Soria di Jujuy hanno però affermato che il deceduto presentava tutti i sintomi dell’influenza AH1N1. In Argentina, i casi di sospetto contagio per la nuova influenza continuano intanto ad aumentare: il ministro della sanità federale, Graciela Ocana, ha reso noto ieri sera che ne sono stati accertati altri venti, portando a cento il numero totale di casi di AH1N1 finora confermati, mentre per altri 371 casi sospetti sono in corso accertamenti.

Primo contagio in Vietnam. Il Vietnam ha confermato ufficialmente il suo primo caso di nuova influenza, uno studente vietnamita di 23 anni rientrato all’inizio della settimana dagli Stati Uniti. Lo ha reso noto il portavoce del ministero della Sanità. Il giovane è ricoverato all’ospedale di Città Ho Chi Minh (l’ex Saigon) ed è in condizioni stabili.

Ieri due nuove vittime in Messico.

.

fonte:  http://www.ilmessaggero.it/articolo.php?id=60405&sez=HOME_NELMONDO

Palermo, caos-rifiuti nelle strade. Sarcastico D’Antoni: “E berlusconi dov’è?”

In consiglio comunale è in discussione l’aumento del 35% della tassa sulla spazzatura
Fuori, la protesta dei dipendenti Amia in sciopero e dei raccoglitori di ferro e cartone

Rissa sfiorata in municipio

Franceschini: “Montagne di rifiuti ma la tv è lontana”

.

Palermo, caos-rifiuti nelle strade Rissa sfiorata in municipioLe strade di Palermo sepolte dai rifiuti

.

PALERMO – Caos e rissa sfiorata in consiglio comunale a Palermo sull’emergenza rifiuti. Questa mattina durante la seduta straordinaria per fronteggiare il problema della spazzatura, con la delibera dell’aumento del 35% sulla tasse per i rifiuti (tarsu), alcuni consiglieri della maggioranza e dell’opposizione sono quasi venuti alle mani. La maggioranza della giunta di Diego Cammarata aveva proposto di far svolgere la seduta a porte aperte, mentre davanti al palazzo si accalcavano circa 400 persone, tra operatori dell’Amia (azienda per i rifiuti locale), dipendenti di società locali e raccoglitori di ferro e cartone. Presenti alle discussioni in comune anche alcuni rappresentanti dei sindacati.
.
Secondo l’amministrazione comunale l’aumento della tassa serve a sostenere le finanze dell’Amia che ha un buco di circa 150 milioni di euro, e non riesce a pagare gli straordinari dei dipendenti. L’opposizione chiede che a pagare siano gli ex amministratori dell’Amia che hanno creato la crisi finanziaria e invitano l’amministrazione a recuperare le somme non versate dagli evasori.
.
Da 10 giorni la città è sommersa dai rifiuti per l’astensione dei lavoratori dell’Amia dal lavoro straordinario causa mancato rinnovo del contratto di servizio tra l’azienda e il comune. Ieri sera alle 22 comunque i dipendenti dell’azienda hanno annunciato una tregua, rimettendosi a lavorare in attesa della delibera del consiglio comunale di oggi.
.
Il municipio è presidiato da polizia in assetto antisommossa, carabinieri e guardia di finanza. La Digos ha deciso di mandare uomini in borghese tra i manifestanti per evitare che la situazione degeneri. Nelle strade della città intanto, proseguono i roghi di cassonetti stracolmi di spazzatura, circa 200 sono quelli bruciati finora.
.
Critico il leader del Pd Dario Franceschini: “Palermo è una città invasa dai rifiuti, sono ovunque, ma le tv devono stare lontane perché la città è di destra, la regione è di destra e non bisogna farlo vedere”. E il responsabile del Pd per il Mezzogiorno, Sergio D’Antoni si chiede sarcastico: “Dov’è finito Berlusconi di fronte alla spazzatura che si accumula per le strade di Palermo? Perché il capo del governo non rende conto una buona volta delle ragioni che hanno portato al blocco totale della regione Sicilia?”
.
31 maggio 2009
.

«Via la bigliettaia con il velo»; E a Venaria lo indossano tutti / La polemica: Tutte con il velo. (Ma è libertà?)

Protesta alla reggia sabauda. Del Noce: «Il razzismo non c’entra»

La ragazza marocchina: «Non ci faccio più caso, sono stati i colleghi a volermi difendere»

.

Yamna Amellal, la ragazza marocchina che lavora alla biglietteria della Reggia di Venaria Reale (Emmevi)
Yamna Amellal, la ragazza marocchina che lavora alla biglietteria della Reggia di Venaria Reale (Emmevi)

TORINO – Ieri i ragazzi della biglietteria, le guide, gli addetti alla sicurezza — insomma tutto il personale della Reggia di Venaria — si sono presentati al lavoro indossando veli e kefiah. Una protesta e, allo stesso tempo, una manifestazione di solidarietà per una loro collega marocchina, Yamna Amellal, di 35 anni. Il perché dell’iniziativa lo spiega Michele Francabandiera, 29 anni e da cinque uno di responsabili alla reception del castello sabaudo: «Yamna è con noi dal 2007, sempre dietro lo sportello, e fa bene il suo lavoro. Ma il fatto che sia musulmana e indossi il velo ha provocato delle proteste da parte dei turisti».

Un susseguirsi di episodi imbarazzanti e, venerdì scorso, una lettera anonima pubblicata sulla Stampa: «Mi sono presentata alla biglietteria della Reggia di Venaria, storica residenza di Casa Savoia e mi ha colpito non poco notare — ha scritto una visitatrice torinese — che fosse presidiata da due donne islamiche, una addirittura con il velo in testa. Non sarebbe più corretto che il personale indossasse abiti d’epoca dei Savoia? Quella presenza, invece, era decontestualizzata, fuori posto». La risposta del direttore della Reggia, Alberto Vanelli, è stata decisa ma articolata: «Io non ci trovo nulla di male, l’integrazione passa anche attraverso queste cose. Però confesso che, la prima volta che l’ho vista, ho avuto un attimo di perplessità. Già in passato ci è stato fatto notare che sarebbe stato più opportuno avere personale con profonde conoscenze della storia sabauda, ma l’assunzione è avvenuta tramite il Collocamento e una cooperativa di servizi».

Una guida, Sabrina Soccol, 28 anni, aggiunge: «La donna che ha scritto la lettera non si è neppure accorta che l’altra ragazza da lei indicata come islamica è invece italiana, calabrese…». A gettare acqua sul fuoco, il presidente del consorzio che amministra la Reggia, l’ex direttore di Raiuno Fabrizio Del Noce: «L’opinione della signora, espressa in toni pacati e non oltranzisti, è da rispettare. Allo stesso modo la manifestazione dei colleghi della ragazza marocchina è stata altrettanto legittima e civile. Insomma, non siamo di fronte a un episodio di razzismo come quando l’intera curva di uno stadio insulta Balotelli». A storcere il naso, però, non è stata solo l’anonima lettrice. I colleghi della ragazza marocchina raccontano di episodi di razzismo («Torna a casa tua»; «Quel velo è una provocazione, sono tutti terroristi») e proteste quotidiane: «Spesso capita che qualcuno, per non acquistare il biglietto da Yamna, cambi fila — confida Sabrina Soccol —. E io, che accompagno i gruppi in visita, lo sento: c’è sempre chi commenta negativamente». Ieri, dunque, la protesta. In biglietteria, le colleghe di Yamna si sono presentate con un velo sul capo, i colleghi hanno indossato la kefiah. Ma i gesti di solidarietà hanno contagiato anche agli altri dipendenti (70 persone) delle due cooperative (la Copat e la Rear) che gestiscono i servizi turistici nel castello. «Noi hostess — dice Michela — abbiamo una divisa che prevede un foulard al collo: ce lo siamo messo tutte in testa».

Alla Reggia si è visto il vicesindaco della città, Salvino Ippolito: «Non possiamo discriminare nessuno per motivi religiosi e inoltre la ragazza fa bene il suo lavoro». Lei, Yamna Amellal, sposata con un pakistano, originaria di Khenifra in Marocco, vive a Torino da 5 anni e, per tutta la giornata, è sempre rimasta seduta al suo posto, a staccare biglietti: «A queste cose io quasi non ci faccio più caso, ci sono i miei colleghi a difendermi, è quasi come stare in famiglia. Lavoriamo in un bellissimo luogo e crediamo nella libertà e nella tolleranza. Togliermi il velo? Non ci penso proprio, rappresenta la mia fede. E io sono islamica qui come in qualunque altro posto».

.

Marco Bardesono
31 maggio 2009

.

fonte:  http://www.corriere.it/cronache/09_maggio_31/bardesono_venaria_velo_bigliettaia_db651b24-4db6-11de-891f-00144f02aabc.shtml

____________________________________________________________

voi che ne pensate?

Tutte con il velo. (Ma è libertà?)
Ma quello è un segno di sottomissione

.

La biglietteria di Venaria Reale (Emmevi)
La biglietteria di Venaria Reale (Emmevi)

Il personale della Reggia di Venaria (Torino) ha lavorato con veli e kefiah per solidarietà con una collega marocchina contro il cui velo islamico avevano protestato alcuni turisti. Ma la testa coperta non è un’espressione della propria religione come tante altre, è un segno di sottomissione femminile.

Se fosse un film americano, per chi tifereste? Per le impiegate e le guide della reggia di Venaria che sono andate a lavorare col velo per solidarietà con la collegO per la signora piemontese seccata per aver visto donne velate a contatto col pubblicoa marocchina Amellal? , che ha scritto alla Stampa «non sarebbe più corretto impiegarle in attività di ufficio? O utilizzare persone vestite con abiti d’epoca?». Solo la trovatona delle poverette in abito d’epoca fa antipatizzare con la signora e simpatizzare con le lavoratrici di Venaria; che non hanno paura di essere (non è cosa alla moda) solidali. Ma la questione è molto, molto più complicata.

Perché mettere il velo non è un’espressione della propria religione come tante altre, come portare la croce o la stella di Davide (o la mezzaluna). È un segno di sottomissione femminile, non tanto ad Allah quanto ai maschi di casa. Alcune lo portano per scelta; la maggioranza per costrizione. È una condizione che non si risolve come propone il signore piemontese, nascondendo le impiegate velate per dimenticare che a Torino gli islamici sono ormai tanti. Si risolve — al momento pare utopico, ma meglio essere utopisti che pilateschi, che ignorare i problemi di tanta parte dell’umanità femminile — pensando che tutte le donne dovrebbero essere libere di scegliere cosa fare con la propria testa. E cercando di garantire loro dei diritti. In Francia, nella Francia dell’allora presidente Chirac, è stata fatta una legge che vieta di ostentare simboli religiosi nei luoghi pubblici. Legge discussa; ma lì si può applicare perché li proibisce tutti, di qualunque culto. In Italia, nelle nostre scuole e nei nostri uffici dove sono appesi i crocefissi, seguire l’esempio sarebbe molto, molto più complicato (sarebbe bello se le colleghe italiane fossero così solidali da dare a qualche islamica che non vorrebbe il velo la forza di toglierlo, casomai; senza sistemare tutte mettendole in costume, d’epoca o da bagno, come si tende a fare da noi).

.

Maria Laura Rodotà
31 maggio 2009

.

fonte:  http://www.corriere.it/cronache/09_maggio_31/rodota_segno_sottomissione_c72a8fbc-4db7-11de-891f-00144f02aabc.shtml?fr=correlati

SPECIALE UNIVERSITA’ – Le lauree ed il lavoro

Un’inchiesta de l’Espresso

.

Le lauree trova lavoro

Secondo le indagini di Almalaurea chi sceglie di diventare un professionista sanitario – infermiere, ostetrica, tecnico della riabilitazione – ha praticamente la sicurezza di trovare lavoro a un anno dalla fine degli studi

di Letizia Gabaglio

..

Dell’inutilità del master

Continua a crescere il numero degli studenti che seguono corsi di specializzazione post-laurea. Ma servono davvero per entrare nel mondo del lavoro? di Daniela Cipolloni

..

Mini laurea: funziona?

A cinque anni dalla rivoluzione del ministro Berlinguer, un bilancio sull’efficacia delle lauree brevi in termine di inserimento nel mondo del lavoro di Letizia Gabaglio

..

Divieto di accesso

Fioccano le polemiche e aumentano i ricorsi al Tar per le migliaia di studenti che sono stati esclusi dalle graduatorie per i corsi di laurea a numero chiuso, con la disposizione entrata in vigore nel ’99

..

Voglia di estero

Oltre 40mila studenti decidono di partire durante o dopo l laurea per il dottorato. Tra le mete più ricercate Germania, Austria, Regno Unito, Svizzera, Francia e Stati Uniti di Letizia Gabaglio e Caterina Visco

..

Tutto sull’Erasmus

Cosa fare e a chi rivolgersi per programmare un periodo di studi all’estero con il programma di mobilità della Commissione Europea

..

Rivoluzione in classe

Cosa succederà dopo il blocco del reclutamento del corpo insegnante?  Lo abbiamo chiesto al presidente della facoltà di Scienze della Formazione dell’Università di Bologna di Caterina Visco

..

Scienziati fate così

Colloquio con Giovanni Bignami,  ex presidente dell’Agenzia Spaziale Italiana e docente di Astronomia allo Ius di Pavia di Federico Ferrazza

..

La matricola è online

Sono sempre di più le persone che si iscrivono a corsi di laurea online. Tra le più gettonate quelle dei settori politico sociale, economico-statistico, giuridico e ingegneristico di Daniela Cipolloni

____________________________________________________________

a cura della redazione di Kataweb
Elaborazione dati a cura della Galileo Servizi Editorial

____________________________________________________________

fonte:  http://temi.repubblica.it/espresso-universita/

Rinnovo contratti: Nasce il nuovo indice per adeguare i salari all’inflazione vera

https://i2.wp.com/www.ilmessaggero.it/MsgrNews/HIGH/20090530_meccanico.jpg

.

ROMA (30 maggio) – Sindacati soddisfatti per il calcolo del nuovo indice di previsione dell’inflazione, messo a punto dall’Isae, che regolerà i prossimi rinnovi contrattuali, sulla base di quanto previsto dal nuovo modello triennale siglato dalle parti sociali, ad esclusione della Cgil. Per Cisl, Uil e Ugl, determinerà aumenti salariali in grado di tutelare meglio i lavoratori; per la Cgil, invece, gli incrementi resteranno al di sotto dell’inflazione reale e anche di «quanto raggiunto nei bienni precedenti».

Il cambiamento. L’Ipca previsionale sostituirà l’inflazione programmata come punto di riferimento per la determinazione degli aumenti salariali, in occasione del rinnovo dei contratti. E, per i lavoratori, dovrebbe tradursi in un vantaggio. L’inflazione programmata, nata per chiudere l’era della scala mobile (cioè dell’adeguamento automatico degli stipendi all’incremento dei prezzi rilevato), veniva fissata dal governo e rappresentava un obiettivo politico: di solito era sottostimata rispetto a quella effettiva, per evitare la rincorsa tra prezzi e salari. L’indice previsionale dovrebbe invece permettere di avvicinarsi in misura maggiore alla realtà, pur senza tornare al vecchio sistema della scala mobile.

Inflazione previsionale 2009: +1,5%. In particolare, l’inflazione previsionale (indice Ipca) calcolata dall’Istituto di studi e analisi economica, al netto dei beni energetici importati, si attesterà all’1,5% nel 2009, per poi crescere nel 2010 all’1,8% e nel 2011 al 2,2%. Nel 2012 riscenderà poi all’1,9%. Per il triennio 2009-2011, sottolineano quindi i sindacati firmatari della riforma del modello contrattuale, è prevista una crescita dell’inflazione del 5,6% e in quello 2010-2012 del 6%, «valori superiori rispetto all’inflazione programmata», che era il vecchio riferimento, «fissata dal governo nel Dpef di giugno 2008 (al 4,6% per entrambi i trienni in considerazione) rispettivamente dell’1% e dell’1,4%». I primi rinnovi a fare i conti con il nuovo indice saranno i contratti, in scadenza, del settore alimentare, delle Tlc e degli elettrici.

I sindacati. «Rappresenta il positivo completamento della riforma della contrattazione» dice il segretario generale della Cisl, Raffaele Bonanni, secondo il quale i numeri, «più attendibili» rispetto all’inflazione programmata, «smentiscono i profeti di sventura» e i «detrattori» della riforma.
«Già solo a livello di contrattazione nazionale sarà in grado di tutelare meglio che in passato i lavoratori italiani» sottolinea il segretario confederale della Uil, Paolo Pirani.
Sulla stessa linea il segretario generale dell’Ugl, Renata Polverini, secondo cui agli aumenti saranno «più vicini al valore reale dell’inflazione con benefici per i lavoratori».
Sul versante opposto il segretario confederale della Cgil, Susanna Camusso: l’indicatore non «produce una novità in sé», perché è comunque costruito attraverso la depurazione dalla componente energetica importata, sottolinea, né tanto meno determinerà aumenti salariali superiori poiché «resta al di sotto dell’inflazione reale» nel triennio. Con la risalita dei prezzi delle materie prime, sostiene ancora, «le distanze saranno ancora più evidenti».

.

fonte:  http://www.ilmessaggero.it/articolo.php?id=60345&sez=HOME_ECONOMIA

La rabbia della comunità senegalese di Civitavecchia

https://i1.wp.com/farm1.static.flickr.com/87/221452309_5ee33172e8.jpg

.

CIVITAVECCHIA – ROMA (UnoNotizie.it)

Dopo aver appreso dai giornali di oggi che al sig. Morra Paolo, accusato di aver ucciso il nostro connazionale Diouf Cheikh, sono stati concessi gli arresti domiciliari per motivi di salute, non possiamo fare a meno di esprimere tutta la nostra amarezza e tutto il nostro sconcerto.

Diouf è stato ucciso dal Morra, Ispettore della Polizia di Stato, per una banale lite di vicinato; due colpi di arma da fuoco sono stati esplosi ai suoi danni, causando la rottura dell’arteria femorale. Abbiamo accompagnato la salma in Senegal per i funerali e là abbiamo trovato una famiglia distrutta, una madre inconsolabile e sei minori rimasti orfani.

Non sarà facile spiegare a tutti loro che l’unico accusato per l’omicidio di Diouf è stato scarcerato, dopo poche settimane dai fatti, per motivi di salute.
Non siamo sicuri che a parti invertite, in cui un cittadino extracomunitario avesse ucciso un agente di polizia, si sarebbe utilizzato lo stesso livello di garantismo. Pensiamo che la vicenda meriti quanto meno un approfondimento e per questo chiediamo che il Pubblico Ministero presenti quanto prima una richiesta di appello contro l’ordinanza di scarcerazione, perchè si faccia piena chiarezza sulle ragioni che hanno portato a questa decisione.

La Comunità  Senegalese di Civitavecchia

.

30 maggio 2009

fonte:  http://www.unonotizie.it/5656-civitavecchia-cronaca-la-rabbia-della-comunita-senegalese-di-civitavecchia.php