Archive | giugno 2009

Spirit of Humanity: ultimo aggiornamento (per ora)

Ricevo via mail ed inoltro:

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“Dear Friends,

Earlier today, Israeli Occupation Forces boarded the Free Gaza boat, SPIRIT OF HUMANITY, and kidnapped 21 human rights workers and journalists who were on their way to deliver much needed humanitarian and reconstruction supplies to besieged Gaza. Those kidnapped by Israel include Nobel peace laureate Mairead Maguire and former U.S. Congresswoman Cynthia McKinney.

So far we have not been able to contact any of our people, but we do have a team of attorneys working for their immediate and unconditional release. Please help us. Please contact your local newspapers and TV stations, government officials and embassies. Please call the numbers below and demand that Israel free the 21 innocent people kidnapped today, as well as the over 11,000 Palestinian political prisoners currently held in Israeli jails. They all need your help.

CONTACT the Israeli Ministry of Justice
tel: 00972 2646 6666 or 00972 2646 6340
fax: 00972 2646 6357

CONTACT the Israeli Ministry of Foreign Affairs
tel: 00972 2530 3155 or 00972 2530 3111
fax: 00972 2530 3367

CONTACT the International Committee of the Red Cross to ask for their assistance in establishing the wellbeing of the kidnapped human rights workers and help in securing their immediate release

Red Cross Israel
tel: 00972 3524 5286
fax: 00972 3527 0370

Red Cross Switzerland:
tel: 0041 22 730 3443
fax: 0041 22 734 8280

Red Cross USA:
tel: 001 212 599 6021
fax: 001 212 599 6009″

Il succo è che la Spirit of Humanity è stata sequestrata dalla marina israeliana, e con lei equipaggio, attivisti umanitari, galisti, giocattoli, medicine, materiale per la ricostruzione e gli olivi.

Nessuno è ancora riuscito a mettersi in contatto con gli attivisti, ma ci sono incaricati che stanno lavorando per il loro rilascio senza condizioni. E’ necessario però far pressioni sia direttamente sul governo israeliano che sui nostri politici e media, nonché interessare la Croce Rossa.

Io ci ho provato. Vi posto qualche indirizzo e-mail (se ne avete altri e volete condividerli… grazie):

espresso@espressoedit.it; lettere@corriere.it; letterealdirettore@espressoedit.it; rubrica.lettere@repubblica.it; c.augias@repubblica.it

Abruzzo: libertà negate

Sempre sui divieti e sulla limitazione della libertà nei campi, vi riporto un articolo del blog del comitato 3 e 32 (http://www.3e32.com/), relativo al giorno 24 ultimo scorso.

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A L’Aquila la repressione continua.

In vista della manifestazione del 27 che partirà di fronte Piazza d’Armi (il campo più grande e più controllato) avevamo provato a scalfire l’oscurantismo e l’isolamento che regna attorno alla vita delle mille e più persone che vivono all’interno del campo. Annalisa, una ragazza che vive nel campo, aveva richiesto di poter fare un’assemblea giovedì pomeriggio. Dopo mille ostacoli e rifiuti, il capo campo aveva dovuto acconsentire a “concederle” di tenere l’assemblea, a patto che entrassero solo cinque o sei persone dei comitati cittadini per i quali avrebbe dovuto garantire lei. Oggi Annalisa, mentre distribuiva i volantini che invitavano le persone a prendere parte all’assemblea, è stata fermata dal capocampo che si è rimangiato tutto e le ha negato la possibilità di fare l’assemblea. “Serve l’autorizzazione del COM” (i nuovi nuclei amministrativi di una città commissariata in cui le istituzioni locali non contano più nulla) le ha detto. Il Com ovviamente l’ha rimpallata al DICOMAC (il comando centrale, la CASERMA dove risiede il sovrano Bertolaso e dove si terrà il G8), il DICOMAC le ha detto che l’assemblea non si può fare.
Questa è una mattinata normale per chi a l’Aquila si batte per ricreare un minimo spazio di democrazia e di discussione. A Piazza d’Armi già ci era stato impedito più volte di entrare a parlare con i nostri concittadini, di svolgere attività di sostegno per la popolazione, tipo la giornata di sport del 2 giugno, o perfino di dare volantini e megafonare all’uscita del campo. Proprio ieri Bertolaso, nel suo primo incontro con i comitati (da notare che il primo momento di confronto avviene mentre a Roma si approva il decreto), aveva garantito che le assemblee si potevano tenere senza problemi; “però dovete dire la verità” aveva detto.

La verità continuiamo a dirla:

A L’AQUILA CHIUNQUE PROVI A CONTESTARE L’AUTORITA’ DELLA PROTEZIONE CIVILE E DEL GOVERNO VIENE OSTACOLATO, SCHEDATO E OSCURATO CON OGNI MEZZO. I CAMPI SONO I NOSTRI QUARTIERI, LE TENDE LE NOSTRE CASE, E’ ORA DI RIPRENDERCELI E DI RIPRENDERCI LA NOSTRA CITTA’.

Questa è la mail che vorrei inoltraste numerosi alla redazione del giornale Il Centro Abruzzo:

lettere@ilcentro.it

Spettabile Redazione,

mi unisco ai Cittadini Aquilani nell’esprimere la mia indignazione nei confronti del vostro quotidiano che ha definito la manifestazione tenutasi a L’Aquila il giorno 27 giugno un evento dei No Global ,distorcendo così, e travisando, le istanze aquilane. In tal modo si favorisce la volontà di indebolire una rete sempre più ampia di cittadine e cittadini che , prescindendo dai colori politici e dalle diverse estrazioni sociali, chiede a gran voce il 100% della ricostruzione, della partecipazione e della trasparenza nella gestione di fondi e appalti. Che, in sostanza, chiede e reclama diritti fondamentali. Sono qui a chiedere di riportare correttamente le informazioni, senza travisamenti dettati dall’alto, e di perseguire sempre la verità che dovrebbe essere la base di ogni giornale degno di tale nome.

Cordiali saluti.

Firma

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Vi lascio con una notiziola che vi strapperà, spero, un sorriso. Anche se amaro.

In clima di ulteriori restrizioni e divieti, in vista del G8, il transito sulle strade sarà interdetto anche ai numerosi greggi che popolano la nostra zona. Ovvio che le pecore non potranno essere munite di debito “badge”, il pass pedonale, ché le automobili ce le possiamo scordare in quei giorni, che verrà conferito solo a pochi eletti.

Fonte: Miss Kappa, ma ne parla anche Daniele il Rockpoeta

Giudici a cena col premier e Alfano. Bufera su due membri della Consulta

Sono membri del collegio che dovrà giudicare la costituzionalità del “Lodo”
Mazzella: è un mio amico, invito chi voglio. L’Idv: dimissioni

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Giudici a cena col premier e Alfano Bufera su due membri della Consulta

ROMA – Il 6 ottobre dovranno cominciare a decidere sulla costituzionalità del lodo Alfano, ma nel frattempo vanno a cena, “privatamente” a sentire il padrone di casa, con l’autore e insieme destinatario del medesimo scudo anti-processi. Seduti allo stesso tavolo due giudizi della Consulta, Luigi Mazzella (l’ospite) e Paolo Maria Napolitano, Berlusconi, il Guardasigilli Angelino Alfano, il sottosegretario Gianni Letta, i presidenti delle commissioni Affari costituzionali della Camera Donato Bruno e del Senato Carlo Vizzini. Per parlare anche di una bozza di riforma costituzionale della giustizia, scritta dallo stesso Mazzella, che separa le carriere, sostituisce i pm con gli “avvocati dello Stato”, cambia il Csm e la Consulta.

LEGGI SULL’ESPRESSO

Lo rivela L’Espresso e scoppia il pandemonio. Antonio Di Pietro è drastico: “Ci sono due giudici della Corte che fanno i “consigliori” del principe e si mettono al suo servizio per dargli le migliori indicazioni per fare leggi che gli facciano mantenere l’impunità”. Ancora: “C’è una grave incompatibilità e un conflitto d’interessi. La Corte non si pronunci sul lodo Alfano fino a quando i due giudici non si saranno dimessi”.

Tutta l’Idv è con lui. Ecco l’ex pm Luigi De Magistris: “È l’ennesima confusione tra interessi istituzionali o interessi privati. Non è opportuno che alcuni giudici banchettino con il principale interessato di una così importante decisione”. Rincara la dose il senatore Luigi Li Gotti: “Berlusconi ha messo in grave imbarazzo due componenti della Corte pregiudicandone la terzietà”. A destra la musica è tutt’altra e la cena, che si è svolta a maggio in via Cortina d’Ampezzo, non scandalizza. Per il capogruppo Pdl al Senato Gaetano Quagliariello le accuse dell’Idv sono “ridicole” e si risolvono “in una pressione obliqua e indebita sulla Consulta”.

Il responsabile giustizia del Pdl Niccolò Ghedini non vede nella cena “nulla di strano perché i giudici non vivono sul monte Athos ed è normale che frequentino le alte cariche. Se passasse il principio, Napolitano non dovrebbe più incontrare Berlusconi se deve firmare una legge importante, o il presidente della Corte dei conti o della Cassazione se devono prendere decisioni contabili, penali o civili. Spero che il Quirinale intervenga perché questa è un’aggressione alla Corte”.

La Consulta è in subbuglio. Giusto nel giorno in cui il presidente Francesco Amirante rende noto, dopo aver firmato la convocazione d’udienza, che la discussione sul lodo Alfano partirà il 6 ottobre, relatore il tributarista Franco Gallo (nominato nel 2004 dall’ex presidente Ciampi). La cena è oggetto di riservati capannelli mentre gli alti giudici incontrano dei colleghi russi. Nessun commento, neppure degli ex della Corte. Ma, off the records, prevale lo sconcerto per un incontro che ne pregiudica l’imparzialità in un momento delicatissimo. Napolitano tace. E Mazzella definisce Berlusconi “un vecchio amico” (fu suo ministro della Funzione pubblica nel 2003) e s’infuria.

Scrive all’Espresso e con l’Ansa rivendica il diritto di cenare con chi gli pare: “Stiamo scherzando? Allora dovrei astenermi da tutti i lavori della Corte. A cena invito chi voglio. A casa mia vengono tutti, dall’estrema sinistra alla destra, sono amico personale di Bertinotti e di tante altre persone che vivono nel mondo della politica”.

Ma non è scorretto che chi deve decidere sul lodo Alfano vada a cena con lo stesso Alfano e con Berlusconi? Replica secca: “Non credo che io, da individuo privato, debba dar conto delle cene che faccio”. Neppure se in ballo c’è una decisione delicata? “In casa mia invito chi voglio e parlo di quello che voglio”.

Fonte: la Repubblica

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Personalmente trovo che sia insensato obbligare chicchessia a scordarsi degli amici fintanto che ricopre incarichi istituzionali… peccato che tutta quest’aria complottista, a proposito o meno, sia dovuta proprio a come la vita politica è stata trattata negli ultimi (mica troppo…) tempi. Quello che manca è l’etica di fondo.

D’altra parte, se era una cena così innocente, che bisogno c’è di trincerarsi dietro un secco “faccio quello che voglio” (ma che hanno tutti, il delirio di onnipotenza?), tanto lo sappiamo benissimo che una bustarella o un favore non passano necessariamente da un incontro privato…

Che poi: ci fosse stato anche, chessò, D’Alema, a quella cena: voi vi sentireste più rassicurati? Io no. Starei tranquilla solo se fossero stati presenti (degli attuali parlamentari)… diciamo Di Pietro e De Magistris… ma ovviamente sono solo opinioni… elena

Medaglia al valore civile per Marialuisa

Al Presidente della Repubblica On. Dr. Giorgio Napolitano

www.gay.it

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Signor Presidente,
il 16 giugno 2009, nella centrale piazza Bellini a Napoli, una studentessa di 26 anni, Maria Luisa Mazzarella , nella circostanza di trovarsi a difendere un proprio amico omosessuale dalle offese e dalle violenze fisiche per opera di un gruppo di coetanei, è stata lei stessa oggetto di un duro atto di violenza verbale e fisica che le ha procurato lesioni su tutto il corpo e l’ha esposta al rischio di perdere addirittura un occhio.

In un contesto sociale in cui si moltiplicano gli atti di violenza dettati dall’odio nei confronti di cittadini con un differente orientamento sessuale e che spesso si consumano nell’indifferenza generale di coloro che vi assistono, il gesto di Maria Luisa assume un innegabile valore non solo simbolico. Ci permettiamo pertanto di chiederLe di valutare la possibilità di concedere a Maria Luisa la medaglia al valor civile per aver messo a rischio la propria stessa vita in difesa di un coetaneo vittima della violenza omofoba.

Confidiamo nella Sua sensibilità in modo che Maria Luisa possa vedersi conferita la massima onorificenza della Repubblica.

Cordialmente,
i cittadini di seguito firmatari.

Fonte: Gay.it

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Grazie all’amico il Russo per la segnalazione. Per firmare cliccate qui


Seda lite sul bus, ferito ed espulso

Vi ricordate di questo post? Bene, il giorno dopo il Corriere della Sera pubblicava qualche ulteriore notizia:

La beffa Il clandestino ha bloccato un anziano che danneggiava i sedili. Ora se non lascia l’ Italia rischia l’arresto

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BERGAMO – Il suo intervento è stato determinante per evitare danneggiamenti a un mezzo pubblico e soprattutto ha sedato una lite. Ma si è trovato ferito all’ ospedale e in più espulso perché clandestino. Il marocchino di 32 anni che lunedì sera ha cercato di fermare un pensionato intento a tagliuzzare i sedili di un bus dell’ Atb non poteva immaginare di avere di fronte una persona con qualche problema. È intervenuto per fermarlo ma si è ritrovato le lame nell’ addome. Due fendenti secchi, che per fortuna non hanno provocato ferite gravi. Il giovane è stato immediatamente ricoverato agli Ospedali Riuniti di Bergamo, da dove è stato dimesso ieri mattina dopo le cure del caso. Ma se è riuscito a limitare i danni sul piano fisico, non ha potuto evitare un provvedimento molto più doloroso: l’ espulsione. Ha cinque giorni di tempo per lasciare l’ Italia, altrimenti rischia l’ arresto. E dire che l’ altra sera, sull’ autobus in viaggio tra Bergamo e Sorisole, il giovane marocchino in un primo tempo era stato solo spettatore di un diverbio tra il pensionato e un altro passeggero, un boliviano. L’ anziano aveva cominciato a tagliuzzare i sedili del pullman e l’ immigrato sudamericano aveva cercato inutilmente di fermarlo. A quel punto si era intromesso il nordafricano. Il tentativo di calmare l’ anziano, in preda a un inspiegabile raptus, si è scontrato con una reazione ancora più violenta. Il pensionato ha iniziato ad agitare le forbici e poi, venuto a contatto con il giovane magrebino, gli ha sferrato due fendenti all’ addome. Anche altri viaggiatori sono intervenuti, mentre l’ autista ha bloccato l’ autobus in attesa dell’ arrivo di una «volante». Mentre il marocchino veniva portato ai Riuniti, il pensionato veniva accompagnato in Questura. A suo carico è scattata la denuncia a piede libero per lesioni gravissime. Per l’ immigrato, constatata la sua condizione di clandestino, è stato inevitabile firmare il provvedimento di espulsione.

Cesare Zapperi

Sto cercando di metter giù il testo di una petizione perché il Marocchino non venga espulso, ma anzi venga aiutato a restare… chi mi aiuta? Grazie! elena

Spirit of Humanity: Israele attacca

Israele attacca la nave della giustizia, rapisce appartenenti al movimento per i diritti umani, confisca medicine, giocattoli ed alberelli di ulivo

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FOR IMMEDIATE RELEASE
30 June 2009

For more information contact:
Greta Berlin (English)
tel: +357 99 081 767

friends@freegaza.org Questo indirizzo e-mail è protetto dallo spam bot. Abilita Javascript per vederlo.

Caoimhe Butterly (Arabic/English/Spanish):
tel: +357 99 077 820

sahara78@hotmail.co.uk Questo indirizzo e-mail è protetto dallo spam bot. Abilita Javascript per vederlo.

http://www.FreeGaza.org

23 miles off the coast of Gaza, 15:30pm – Today Israeli Occupation Forces attacked and boarded the Free Gaza Movement boat, the SPIRIT OF HUMANITY, abducting 21 human rights workers from 11 countries, including Noble laureate Mairead Maguire and former U.S. Congresswoman Cynthia McKinney (see below for a complete list of passengers). The passengers and crew are being forcibly dragged toward Israel.

“This is an outrageous violation of international law against us. Our boat was not in Israeli waters, and we were on a human rights mission to the Gaza Strip,” said Cynthia McKinney, a former U.S. Congresswoman and presidential candidate. “President Obama just told Israel to let in humanitarian and reconstruction supplies, and that’s exactly what we tried to do. We’re asking the international community to demand our release so we can resume our journey.”

According to an International Committee of the Red Cross report released yesterday, the Palestinians living in Gaza are “trapped in despair.” Thousands of Gazans whose homes were destroyed earlier during Israel’s December/January massacre are still without shelter despite pledges of almost $4.5 billion in aid, because Israel refuses to allow cement and other building material into the Gaza Strip. The report also notes that hospitals are struggling to meet the needs of their patients due to Israel’s disruption of medical supplies.

“The aid we were carrying is a symbol of hope for the people of Gaza, hope that the sea route would open for them, and they would be able to transport their own materials to begin to reconstruct the schools, hospitals and thousands of homes destroyed during the onslaught of “Cast Lead”. Our mission is a gesture to the people of Gaza that we stand by them and that they are not alone” said fellow passenger Mairead Maguire, winner of a Noble Peace Prize for her work in Northern Ireland.

Just before being kidnapped by Israel, Huwaida Arraf, Free Gaza Movement chairperson and delegation co-coordinator on this voyage, stated that: “No one could possibly believe that our small boat constitutes any sort of threat to Israel. We carry medical and reconstruction supplies, and children’s toys. Our passengers include a Nobel peace prize laureate and a former U.S. congressperson. Our boat was searched and received a security clearance by Cypriot Port Authorities before we departed, and at no time did we ever approach Israeli waters.”

Arraf continued, “Israel’s deliberate and premeditated attack on our unarmed boat is a clear violation of international law and we demand our immediate and unconditional release.”

WHAT YOU CAN DO!

CONTACT the Israeli Ministry of Justice
tel: +972 2646 6666 or +972 2646 6340
fax: +972 2646 6357

CONTACT the Israeli Ministry of Foreign Affairs
tel: +972 2530 3111
fax: +972 2530 3367

CONTACT Mark Regev in the Prime Minister’s office at:
tel: +972 5 0620 3264 or +972 2670 5354
mark.regev@it.pmo.gov.il Questo indirizzo e-mail è protetto dallo spam bot. Abilita Javascript per vederlo.

CONTACT the International Committee of the Red Cross to ask for their assistance in establishing the wellbeing of the kidnapped human rights workers and help in securing their immediate release!

Red Cross Israel
tel: +972 3524 5286
fax: +972 3527 0370
tel_aviv.tel@icrc.org Questo indirizzo e-mail è protetto dallo spam bot. Abilita Javascript per vederlo.

Red Cross Switzerland:
tel: +41 22 730 3443
fax: +41 22 734 8280

Red Cross USA:
tel: +1 212 599 6021
fax: +1 212 599 6009

Kidnapped Passengers from the Spirit of Humanity include: tra i passeggeri dello SpH rapiti ci sono:

Khalad Abdelkader, Bahrain
Khalad is an engineer representing the Islamic Charitable Association of Bahrain.

Othman Abufalah, Jordan
Othman is a world-renowned journalist with al-Jazeera TV.

Khaled Al-Shenoo, Bahrain
Khaled is a lecturer with the University of Bahrain.

Mansour Al-Abi, Yemen
Mansour is a cameraman with Al-Jazeera TV.

Fatima Al-Attawi, Bahrain
Fatima is a relief worker and community activist from Bahrain.

Juhaina Alqaed, Bahrain
Juhaina is a journalist & human rights activist.

Huwaida Arraf, US
Huwaida is the Chair of the Free Gaza Movement and delegation co-coordinator for this voyage.

Ishmahil Blagrove, UK
Ishmahil is a Jamaican-born journalist, documentary film maker and founder of the Rice & Peas film production company. His documentaries focus on international struggles for social justice.

Kaltham Ghloom, Bahrain
Kaltham is a community activist.

Derek Graham, Ireland
Derek Graham is an electrician, Free Gaza organizer, and first mate aboard the Spirit of Humanity.

Alex Harrison, UK
Alex is a solidarity worker from Britain. She is traveling to Gaza to do long-term human rights monitoring.

Denis Healey, UK
Denis is Captain of the Spirit of Humanity. This will be his fifth voyage to Gaza.

Fathi Jaouadi, UK
Fathi is a British journalist, Free Gaza organizer, and delegation co-coordinator for this voyage.

Mairead Maguire, Ireland
Mairead is a Nobel laureate and renowned peace activist.

Lubna Masarwa, Palestine/Israel
Lubna is a Palestinian human rights activist and Free Gaza organizer.

Theresa McDermott, Scotland
Theresa is a solidarity worker from Scotland. She is traveling to Gaza to do long-term human rights monitoring.

Cynthia McKinney, US
Cynthia McKinney is an outspoken advocate for human rights and social justice issues, as well as a former U.S. congressperson and presidential candidate.

Adnan Mormesh, UK
Adnan is a solidarity worker from Britain. He is traveling to Gaza to do long-term human rights monitoring.

Adam Qvist, Denmark
Adam is a solidarity worker from Denmark. He is traveling to Gaza to do human rights monitoring.

Adam Shapiro, US
Adam is an American documentary film maker and human rights activist.

Kathy Sheetz, US
Kathy is a nurse and film maker, traveling to Gaza to do human rights monitoring.

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A 23 miglia dalla costa di Gaza, ore 15:30pm – Oggi le Forze di Occupazione Israeliane hanno attaccato e abbordato la barca del Free Gaza Movement , SPIRIT OF HUMANITY, rapendo 21 lavoratori per i diritti umani da 11 nazioni, incluso il Premio Nobel per la Pace Mairead Maguire e la ex Membro del Congresso USA Cynthia McKinney (in fondo la lista completa dei passeggeri). I passeggeri e l’equipaggio sono stati tratti forzatamente verso Israele.

“Questa è una oltraggiosa violazione delle leggi internazionali, contro di noi. La nostra barca non si trovava in acque territoriali Israeliane, e noi eravamo in missione umanitaria verso la Striscia di Gaza” ha detto Cynthia McKinney, ex membro del Congresso USA e candidata alla Presidenza. “Il Presidente  Obama ha appena detto ad Israel di lasciar passare materiale umanitario e per la ricostruzione, e questo era esattamente cosa cercavamo di fare. Chiediamo alla comunità internazionale di chiedere il nostro rilascio così possiamo continuare il nostro viaggio.”

In base al rapporto diffuso ieri dal Comitato della Croce Rossa Internazionale, i Palestinesi che vivono a Gaza sono in una “trappola disperata”. Migliaia di abitanti di Gaza, le cui case furono distrutte durante il massacro perpetrato da Israele lo scorso dicembre/gennaio, sono ancora senza tetto nonostante la promessa di almeno 4.5 miliardi di dollari di aiuti, perchè Israele si rifiuta di far entrare cemento e altro materiale da costruzione nella Striscia di Gaza.  Il rapporto fa notare anche che gli ospedali stanno disperatamente cercando di affrontare le richieste dei loro pazienti a causa della distruzione del materiale sanitario da parte di Israele.

“Gli aiuti che stavamo trasportando sono un simbolo della speranza della popolazione di Gaza, speranza che la rotta marina possa riaprirsi per loro, e che siano in grado di trasportare da soli il materiale per iniziare a ricostruire le scuole, gli ospedali e migliaia di case distrutte durante l’offensiva “Piombo Fuso”  La nostra missione è gesto verso la popolazione di Gaza a dimostrare che siamo loro vicini e che non sono soli” ha affermato Mairead Maguire, vincitrice del Premio Nobel per la Pace per il suo lavoro in Irlanda del Nord.

Proprio prima di essere rapito da Israele, Huwaida Arraf, presidente del Free Gaza Movement e co-coordinatore della delegazioe in questo viaggio, ha detto che: “Nessuno può credere che la nostra barchetta costituisca una qualche sorta di minaccia ad Israele. Portiano materiali per gli ospedali e per la ricostruzione e giocattoli per bambini. Tra i passeggeri c’è un premio Nobel per la Pace ed un ex congressista degli USA. La nostra barca è stata perquisita ed ha ricevuto il nullaosta di sicurezza dalle Autorità Portuali di Cipro, prima della partenza, e non ci siamo mai avvicinati alle acque israeliane.”

Arraf continuava, “Il deliberato e premeditato attacco israeliano alla nostra imbarcazione disarmata costituisce una chiara violazione della legge internazionale e richiediamo il nostro immediato ed incondizionato rilascio.”

Fonte: Free Gaza Movement, traduzione in parte mia

Free Gaza: la Spirit of Humanity circondata e minacciata

LogoTHE FREE GAZA MOVEMENT

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Parecchi siti (tra cui ovviamente quello del Free Gaza Movement) hanno parlato della nuova partenza da Larnaca della barca Spirit of Humanity. Che, come quelle che l’hanno preceduta nei mesi scorsi, pur trasportando solo (solo?) attivisti per la pace, medici, giornalisti, giocattoli, medicine e NIENTE ARMI, è stata circondata dalla Marina Israeliana e minacciata se non compie un rapido dietro front. Cosa che non sono disposti a fare. Ecco l’ultimo aggiornamento che ho ricevuto via mail, con l’appello a far sentire la nostra voce perché la Spirit of Humanity possa raggiungere Gaza in pace:

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out-of-port

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Dear Friends,

We’ve just received word from the Spirit of Humanity. They are 24 miles off the coast of Gaza, and are still surrounded by Israeli warships. Israeli Occupying Forces have threatened to take violent action against the small boat unless it turns around. They will not turn around.

Our people on the boat have slowed their speed significantly and are telling the Israelis that they must not fire on unarmed human rights workers and journalists, including Nobel peace prize laureate Mairead Maguire and former U.S. Congresswoman Cynthia McKinney. Regardless of Israeli threats, they will not turn around. They continue, slowly, sailing toward Gaza.

PLEASE immediately call Israeli Occupying Forces and demand that they STOP threatening the Spirit of Humanity.

CALL & FAX the Israeli Navy at:
tel: +972 3737 7777 or +972 3737 6242
fax: +972 3737 6123 or +972 3737 7175

CALL Mark Regev in the Prime Minister’s office at:
+972 2670 5354 or +972 5 0620 3264
mark.regev@it.pmo.gov.il
CALL Shlomo Dror in the Ministry of Defence at:
+972 33697 5339 or +972 50629 8148
mediasar@mod.gov.il

Potete telefonare, inviare fax o e-mail. Grazie.

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Dal Free Gaza riporto anche questo pezzo:

PER DIFFUSIONE IMMEDIATA
30 GIUGNO 2009

“VOGLIAMO SOLO RAGGIUNGERE GAZA. NON CERCHIAMO LO SCONTRO.”

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Just before leaving di freegazaorg

Gli Attivisti a bordo della barca che chiede giustizia per Gaza, chiedono che gli si consenta di visitare i loro amici e parenti nell’assediata Gaza, e far arrivare la merce di aiuti medici, giochi per bambini e materiale da ricostruzione. Invitiamo il mondo ad unirsi a noi.

(In mare, a  60km dalla costa della Striscia di Gaza) – Attivisti per i diritti umani a bordo della nave Free Gaza, SPIRIT OF HUMANITY, chiedono oggi che le navi della Marina Israeliana smettano immediatamente di minacciarli.

“Questo aiuto è richiesto disperatamente dalla popolazione di Gaza” dice Mairead Maguire, vincitrice del Premio Nobel della Pace come Terris Award per il suo lavoro svolto in Irlanda del Nord. “Il Presidente  Obama ha chiesto ai Palestinesi di abbandonare la violenza ma Israele sta negando loro il diritto di resistere in maniera non-violenta all’assedio di Gaza.”

La barca per la giustizia, disarmata è partita dal porto di Larnaca a Cipro, alle 7,30 di Lunedì con il suo equipaggio compost da 21 attivisti per i diritti umani, lavoratori per la solidarietà e giornalisti da 11 diverse nazioni, Tra loro anchhe il Premio Nobel per la Pace  Mairead Maguire e la ex Membro del Congresso USA, Cynthia McKinney. La barca, un traghetto , spera di arrivare a Gaza martedì pomeriggio, dopo una difficile navigazione di 30 ore.

All’ 1:30am, navi da guerra Israeliane hanno circondato la piccola barca di civili ed hanno minacciato di aprire il fuoco se non fossero tornati indietro. Quando gli attivisti hanno rifiutato le intimidazioni, la Forza di Occupazione Israeliana ha iniziato a bloccare la loro strumentazione, il GPS, il radar, e il sistema di navigazione. Questo blocco viola direttamente le leggi internazionali marittime, mettendo in pericolo la sicurezza e la salute dei civili a bordo.

Rispondendo a questa intimidazione, il membro del Congresso McKinney ha dichiarato “Sono molto arrabbiata. Noi chiediamo che il governo Israeliano richiami indietro i propri mastini d’assalto. Noi siamo civili disarmati a bordo di una barca disarmata che stanno trasportando aiuti sanitari e di ricostruzione agli esseri umani di Gaza. Perchè, in nome di Dio, Israele dovrebbe volerci attaccare?”

Huwaida Arraf, Presidente del  Free Gaza movement e coordinatrice della delegazione di questo viaggio ha detto : “Vogliamo solo raggiungere Gaza. Vogliamo visitare i nostri amici e consegnare loro il nostro materiale sanitario, giochi per bambini e materiale da ricostruzione. La nostra barca è stata ispezionata e ha ricevuto l’ok della sicurezza da parte delle Autorità aeroportuali di Cipro, prima della partenza.”

Arraf continua, “Non cerchiamo lo scontro. Abbiamo viaggiato da acque Cirpriote ad acque internazionali. Non siamo mai passati vicino ad Israele. La chiusura di Gaza da parte di Israele è un’azione di punizione collettiva e una palese violazione delle leggi internazionali. Chiediamo ai nostri governi di agire per non venir meno ai propri obblighi nei confronti della Quarta Convenzione di Ginevra. Se non lo faranno, e finchè non lo faranno, agiremo noi. Andremo a Gaza di nuovo e di nuovo finchè quest’assedio brutale non si interromperà. Invitiamo la buona gente del mondo a unirsi a noi.”

Le barche Free Gaza boats sono le prime navi internazionali che riescono ad arrivare a Gaza dopo 41 anni. Da agosto 2008, il Free Gaza Movement ha organizzato 8 missioni via mare, riuscendo ad arrivare a Gaza 5 volte, in missioni separate. In due occasioni diverse le forze di Occupazione Israeliane hanno già usato violenza per fermare le barche, speronando e quasi affondando la barca DIGNITY nel dicembre 2008 e minacciando di sparare e uccidire i passeggeri disarmati nel gennaio 2009. Il destino di questa ottava missione  a Gaza, è ancora incerto.

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The SPIRIT with its Cypriot escort in front di freegazaorg

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Per maggiori informazioni per cortesia contattare:

Greta Berlin (English/French) o Caoimhe Butterly (English/Arabic/Spanish) at 00357 99 081 767 friends@freegaza.org


COSA POTETE FARE:


CHIAMARE O INVIARE UN FAX A Major Liebovitz della Marina Israeliana a:
Tel + 972 5 781 86248 or +972 3737 7777 or +972 3737 6242
Fax +972 3737 6123 or +972 3737 7175

CHIAMARE  Mark Regev nell’Ufficio del Primo Ministro a:
Tel +972 2670 5354 or +972 5 0620 3264
mark.regev@it.pmo.gov.il

CHIAMARE Shlomo Dror al Ministero della Difesa:
Tel +972 3697 5339 or +972 50629 8148

mediasar@mod.gov.il

ULTIMA ORA

Ricevo in questo momento una mail in cui si afferma che secondo notizie – ancora da confermare – da al-Jazeera la marina israeliana ha fermato ed abbordato lo Spirit of Humanity. Non si sa se equipaggio e passeggeri siano stati arrestati… la vostra presa di posizione è fondamentale. Grazie. elena