Archivio | dicembre 22, 2008

Le domande della giornalista dell’Unità. Le non risposte del presidente del Consiglio

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di Giuseppe Giulietti
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In qualsiasi paese europeo, e non solo, la domanda della giornalista dell’Unita` Natalia Lombardo in merito alla presenza nel Parlamento e nel governo di persone inquisite o addirittura gia` condannate sarebbe considerata una domanda ordinaria e addirittura  dovuta. In qualsiasi altro paese sarebbe considerato straordinario e stravagante il rifiuto  del presidente del consiglio di rispondere nel merito e di cavarsela con le solite battute. Se queste sono le premesse diventano ancora piu` chiare le ragioni per le quali si vogliono eliminare le intercettazioni per i reati contro la pubblica amministrazione, ridurre l’autonomia dei pubblici ministeri e minacciare  multe e galera nei confronti di quei cronisti che ancora osassero fare il loro mestiere. Di fronte  ad una simile aggressione tutte le opposizioni (quelle presenti e quelle non presenti in Parlamento) invece di scambiarsi reciproci anatemi, farebbero bene a ricercare una proposta condivisa e ad  impedire il tentativo di scardinare  alcuni dei principi che sono alla base della Carta  Costituzionale.

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22 dicembre 2008

fonte: http://www.articolo21.info/4689/editoriale/e-domande-della-giornalista-dellunita-le-non.html

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Parlamento di recupero: pregiudicati nominati

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di Beppe Grillo
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16 Aprile 2008
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I parlamentari condannati, prescritti, indagati, imputati e rinviati a giudizio (*) eletti in Parlamento sono settanta. Ne avevano candidati 100. I 70 voi non li avete votati. Sono stati scelti dai segretari di partito. Dai secondini di partito. Reclutati nei tribunali e all’uscita delle carceri.

I 70 neo eletti sono così ripartiti:

– PDL 45 – proposti 56
– PD 13 – proposti 18
– Lega Nord 7 – proposti 8
– UDC – Rosa Bianca 5 – proposti 9

L’otto settembre 2007 un milione e mezzo di persone è scesa in piazza.
350.000 cittadini hanno firmato tre leggi popolari per un Parlamento Pulito.
Qualcosa hanno ottenuto. Ma è poca roba. Infatti il numero dei condannati in via definitiva è diminuito da 24 a 16. In aumento invece il numero dei
condannati in primo e secondo grado, come il neo senatore Cuffaro UDC, che
potranno difendersi meglio grazie all’immunità parlamentare. Stabile il
numero dei prescritti e degli indagati. Per i primi la sentenza è arrivata
fuori tempo massimo e si sono rifatti una vita, per i secondi l’eventuale
condanna non arriverà più.
I maggiori partiti si sono distinti per le candidature. Anche in questo caso
Testa d’Asfalto ha ridicolizzato Topo Gigio con uno schiacciante 3 a 1.
I 70 sono stati eletti per mancanza di informazione. Nella scheda elettorale
il loro nome non c’era. Io avevo chiesto, oltre al nome, la fedina penale,
in modo che il cittadino potesse scegliere il pregiudicato preferito. Non mi
hanno accontentato.

(*) Fonte: “Se li conosci li eviti” di Marco Travaglio e Peter Gomez
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Sacconi: “Ecco il piano salva-posti, meno ore di lavoro e meno salari” / Settimana corta, Epifani: «Aperti al confronto»

Ma un mese fa non si doveva tutti fare più straordinari per rimettere in sesto l’economia? L’ometto, come si dice dalle mie parti, ha poche idee ma ben confuse!

mauro

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Il ministro del Lavoro spiega la proposta di riduzione della settimana lavorativa

“Occorre un patto tra governo, Regioni e parti sociali per sostenere le persone”

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di ROBERTO MANIA

"Ecco il piano salva-posti meno ore di lavoro e meno salari"Maurizio Sacconi

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ROMA – “Lavorare anche meno, pur di lavorare tutti”. È lo slogan con cui Maurizio Sacconi, ministro del Lavoro, sintetizza il piano del governo per salvare i posti di lavoro messi a rischio dalla crisi.
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Ma allora seguirete davvero la strada della settimana corta indicata dal Cancelliere tedesco, Angela Merkel?
“A differenza della Germania noi abbiamo già un robusto sistema di ammortizzatori sociali che ci consente di spalmare un minor carico di lavoro su più persone. Questa è la funzione della cassa integrazione a rotazione e non a zero ore, e della stessa cassa integrazione ordinaria”.
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Vuol dire che una persona potrebbe lavorare quattro giorni e gli altri due restare in cassa integrazione?
“Sì: si può andare in cassa integrazione per una parte della settimana e lavorare per la restante. Ma penso anche ai contratti di solidarietà”.
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I contratti di solidarietà, però, non hanno mai avuto successo. E poi non si deve anche dire che le retribuzioni saranno più basse?
“Vuole dire anche meno salario ma non dimentichiamoci che ci sarà l’integrazione del sostegno al reddito. Alla fine la perdita sarà minima. Quanto ai contratti di solidarietà è andata un po’ come dice lei perché nel passato sono stati utilizzati solo quando per l’azienda non c’era alternativa al ridimensionamento. Vogliamo evitare esattamente questo. Per farlo si deve ancorare il lavoro alle imprese”.
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Come pensate di farlo quando tutte le imprese stanno tagliando i costi, compreso quello del personale?
“Dobbiamo evitare di dare vita a un sistema di self service per la cassa integrazione che non può trasformarsi in un rubinetto sempre aperto. In questo modo l’azienda diventa “irresponsabile” e al primo segnale di crisi fugge dalle proprie responsabilità e taglia anche il suo capitale umano che, invece, è il patrimonio fondamentale per rilanciarsi. Questo sarà il tema centrale del G14 che terremo a Roma il 29 marzo perché si deve guardare alla dimensione umana della crisi non solo agli aspetti finanziari”.
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Sta dicendo che le imprese approfittano della crisi?
“Dico che non possono rinunciare a fare tutto il possibile per non perdere l’asset fondamentale del capitale umano”.
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Per questo il presidente Berlusconi ha detto che verrà istituita un’Authority che vigilerà sulla concessione della cassa integrazione?
“Stiamo pensando a un’unità di crisi del ministero del Lavoro collegata, per la parte di sua competenza, con il dicastero dello Sviluppo economico. Il nostro obiettivo, ripeto, è quello di ancorare le persone alla dimensione produttiva. Per farlo serve un accordo di straordinaria e leale collaborazione con le Regioni e poi con le parti sociali: un patto per proteggere le persone”.
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Perché anche con le Regioni?
“Perché le Regioni dispongono di importanti fondi europei, compreso il Fondo sociale. In secondo luogo hanno competenza sulla formazione. E guai a noi se in una stagione così straordinaria bruciassimo, come spesso purtroppo è accaduto, queste risorse per fare la festa dei formatori. Dunque quel patto è fondamentale per filtrare le richieste per la cassa integrazione e per condividere i costi, perché servono tanti soldi”.
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Lei descrive un’economia di guerra a dispetto dell’ottimismo di Berlusconi.
“Io credo che si debba attraversare un tunnel da cui potremmo uscire più robusti e soprattutto con le persone più “occupabili”, come dice l’Europa. Guardi che io condivido l’ottimismo del premier circa la possibilità di uscire presto dalla crisi. La penso come Berlusconi: non ho mai conosciuto un pessimista che abbia avuto successo. Per questo diciamo agli imprenditori di non scappare perché la crisi può durare poco”.
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Parlava di tanti soldi per gli ammortizzatori sociali. Quanti miliardi serviranno?
“È difficile dirlo. Ne servono molti se vogliano insistere sulla formazione che, anzi, deve essere la chiave per non perdere il contatto con il lavoro. Ogni persona che riceverà un sostegno al reddito dovrà avere una contemporanea possibilità di apprendimento”.
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Quanti sono i posti a rischio? La Confindustria ne stima 600 mila, i sindacati circa un milione.
“Credo che sia giusto prendere in esame anche gli scenari peggiori ma le imprese non devono dare l’idea che le prime difficoltà si traducano in una espulsione di manodopera”.
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22 dicembre 2008
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Settimana corta, Epifani: «Aperti al confronto»

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Sì a un confronto con governo e imprese su tutte le forme di tutela dei lavoratori. Lo afferma il segretario generale della Cgil, Guglielmo Epifani, parlando al direttivo dell’organizzazione a proposito del dibattito sulla settimana corta e sull’utilizzo di contratti di solidarietà. Ben vengano quindi secondo Epifani strumenti di solidarietà a patto che «siano inseriti in un quadro di tutele che evitino il distacco dei lavoratori dai posti di lavoro, non escludano i lavoratori precari e non
costituiscano una furbizia per evitare al soggetto pubblico di investire tutte le risorse necessarie».

«Ben venga l’avvio di un confronto con governo e imprese su tutte le forme di tutela, ed è bene che si sia passati da un’impostazione priva di senso che prevedeva la detassazione degli straordinari a questa nuova ottica», dice il leader della Cgil. «Servono politiche di sostegno contro la crisi industriale, servono anche strumenti parzialmente nuovi e soprattutto risorse più rilevanti», conclude.

Settimana super-corta, con meno giorni lavorati e salari ridotti. La scoperta del governo di destra è dell’ultima ora, anche se è una ricetta tedesca e una proposta rilanciata in Italia dal segretario della Cisl, Bonanni. Ora il ministro del Welfare Maurizio Sacconi fa saper che il governo di destra ci sta pensando «per salvare i posti di lavoro dalla crisi economica». Il piano è di «spalmare un minor carico di lavoro su più persone. Questa – proclama Sacconi in un’intervista a un quotidiano nazionale – è la funzione della cassa integrazione a rotazione. Si può andare in cassa per una parte della settimana e lavorare per la restante». La cassa integrazione a rotazione che consente di «spalmare un minor carico di lavoro su più persone», a differenza si quella «a zero ore» e di quella «ordinaria». Ma il ministro pensa anche ai «contratti di solidarietà», che significano sì meno retribuzione, ma «non dimentichiamo che ci sarà l’integrazione del sostegno al reddito. Alla fine la perdita sarà minima».

Bisogna però «evitare il self service della cassa integrazione», che renderebbe «irresponsabili» le imprese, che invece devono «fare tutto il possibile per non perdere il loro asset fondamentale, cioè il capitale umano» e non dare l’idea che «le prime difficoltà si traducano in una espulsione di manodopera». Per questo si sta pensando a «una unità di crisi del ministero del Lavoro collegata a quello dello Sviluppo economico» che vigili sulla cassa integrazione e che arrivi a un «accordo di straordinaria e leale collaborazione con le Regioni, e poi con le parti sociali, per proteggere le persone e ancorarle alla dimensione produttiva».

Per il segretario di Rifondazione Comunista, Paolo Ferrero, una settimana corta sul modello adottato da Angela Merkel in Germania è «un’ottima idea, perché mantiene il posto di lavoro, riduce a tutti l’orario ed evita l’emarginazione e il licenziamento». In un’intervista al Corriere della Sera però, il leader di Rifondazione spiega però che «il nostro sistema produttivo è fatto di piccolissime imprese» che saranno quelle «più colpite. Bisognerebbe estendere il provvedimento anche a loro, anche alle partite Iva, anche ai garzoni». Per reperire i fondi, Ferrero suggerisce di «rimettere la tassa di successione e introdurre una patrimoniale sopra i 500mila euro». E poi di «aumentare le aliquote fiscali al di sopra dei 100mila euro e le imposte sulle rendite finanziarie al 20% sopra i 200-300mila euro».

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22 dicembre 2008

fonte: http://www.unita.it/index.php?section=news&idNotizia=74480

Il Papa: «Riaffermare uomo e donna contro il transgender» / Transgender, chi sono ?

https://i1.wp.com/blog.lib.umn.edu/raim0007/gwss1001/abc_transgender2_070427_ms.jpgGiovanissima ‘transgender’ americana

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Dio decide chi è uomo e donna: no a cambi di sesso

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Il Papa in San Pietro (Ansa)
Il Papa in San Pietro (Ansa)

CITTA’ DEL VATICANO – Contro il «gender» il Papa ricorda la natura umana di «uomo» e «donna» e auspica una «ecologia dell’uomo» che lo protegga dalla autodistruzione. «Non è una metafisica superata – ha detto nel discorso di Natale alla Curia – se la Chiesa parla della natura dell’essere umano come uomo e donna e chiede che quest’ordine della creazione venga rispettato; qui si tratta di fatto della fede nel Creatore e dell’ascolto del linguaggio della creazione, il cui disprezzo sarebbe un’autodistruzione dell’uomo e quindi una distruzione dell’opera stessa di Dio».

GENDER – «Ciò che spesso viene espresso e inteso come ‘gender’- ha detto il Pontefice – si risolve in definitiva nella autoemancipazione dell’uomo dal creato e dal Creatore; l’uomo vuole farsi da solo e disporre sempre ed esclusivamente da solo ciò che lo riguarda; ma in questo modo vive contro la verità, vive contro lo Spirito creatore». «Le foreste tropicali – ha osservato – meritano sì la nostra protezione, ma non la merita meno l’uomo come creatura, nella quale è iscritto un messaggio che non significa contraddizione con la nostra libertà, ma sua condizione». A partire da questa prospettiva papa Ratzinger ha suggerito di «rileggere la Humanae vitae: l’intenzione di papa Paolo VI – ha detto – era di difendere l’amore contro la sessualità come consumo, il futuro contro la pretesa esclusiva del presente e la natura dell’uomo contro la sua manipolazione.

LA RESPONSABILITA’ DELLA CHIESA – «La Chiesa non può e non deve limitarsi a trasmettere ai suoi fedeli soltanto il messaggio della salvezza. Essa – ha proseguito il Papa – ha una responsabilità per il creato e deve far valere questa responsabilità anche in pubblico. E facendolo deve difendere non solo la terra, l’acqua e l’aria come doni della creazione appartenenti a tutti. Deve proteggere anche l’uomo contro la distruzione di se stesso». In un passaggio successivo del discorso alla Curia il Papa, riflettendo ancora sulla Gmg di Sydney, è tornato sul tema della protezione del creato. Con il tema dello Spirito Santo, ha detto, «si rende visibile tutta l’ampiezza della fede cristiana, un’ampiezza che dalla responsabilità per il creato e per l’esistenza dell’uomo in sintonia con la creazione conduce, attraverso i temi della Scrittura e della storia della salvezza, fino a Cristo e da là alla comunità vivente della Chiesa, …». Prima di concludere papa Ratzinger ha ricordato infine che «lo spirito missionario della Chiesa non è altro che l’impulso di comunicare la gioia che ci è stata donata…» e che «fa parte della natura della gioia l’irradiarsi, il doversi comunicare».

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22 dicembre 2008

fonte: http://www.corriere.it/politica/08_dicembre_22/papa_gender_uomo_donna_aaaa2fc0-d015-11dd-b6ee-00144f02aabc.shtml

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“Foxy Lady” Harisu will be the first transgender individual to appear in an advertisement for menstrual pads

http://english.chosun.com/w21data/html/news/200404/200404130027.html

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Piccolo saggio Transgender

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di Vladimir Luxuria, Liberazione, 24 aprile 2006


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“Transgender” è un termine che la mia candidatura ha contribuito a rendere più familiare nel nostro Paese. E’ una parola composta da “trans” (al di là, oltre) e “gender” (genere anagrafico, sessuale).

Sitratta di tutte quelle persone
che non si riconoscono nella costrizione sesso biologico-comportamento; transgender non è sinonimo di transessuale, ma (per usare un termine matematico) la transessualità ne è un sottoinsieme: gay, lesbiche, transessuali, bisessuali sono transgender…ma anche le cosiddette “fag-hags”, ovvero quelle donne eterosessuali che si innamorano solo di gay e trans.
Siamo l’eccezione che sconfessa la regola, non siamo l’eccedenza difficilmente collocabile.

Si nasce maschi o femmine: le aspettative dei genitori, l’insegnamento religioso, la cultura dominante prevedono un destino differenziato, se sei una femminuccia sei destinata a essere moglie e madre, se sei un maschietto a essere marito e padre.

In verità, oltre a un più biologico dimorfismo sessuale, la cultura ha creato altre differenze che la contemporaneità tende ad assottigliare, differenze spesso punitive per la donna, un surplus didistanze misogine: capacità professionali (ma poi si scopre che una donna può benissimo guidare un camion e un uomo stirare le camice), diversità comportamentali (ma oggi la donna fa i primi passi nel corteggiamento e l’uomo si commuove davanti a un film), ripartizioni di compiti nell’essere genitori (ma oggi ci sono famiglie dove la donna lavora e l’uomo accudisce i figli). Questi sono aspetti di “trangenderismo eterosessuale” legato più alla dinamicità sociale che a un legame tra biologia e sessualità.

Il “trangender” più propriamente detto non ubbidisce al destino anagrafico, va al di là: un gay nato uomo ama altri uomini, una lesbica donna ama altre donne. Una transessuale nasce uomo ma ha un’identità interiore di genere al femminile e si rappresenta come tale; non scendo nel paradosso se affermo che la trans è l’anello di congiunzione tra omosessualità (nascere uomo ed essere attratti da altriuomini) ed eterosessualità (rappresentarsi al femminile e amare un uomo).
Lo stesso discorso vale per chi transita dal femminile al maschile.

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PER SAPERNE DI PIU’:

www.transgendermilano.org

Sito dell’Associazione T* milanese “La Fenice”.

www.arcigaymilano.org

Sito internet di Arcigay Milano, associazione LGBT.  Il CIG ospita l’associazione “La Fenice”.

http://www.helenavelena.com

Non posso che consigliarvi di visitare il sito della geniale Helena, fra le prime a portare, fin dagli anni ’90, la tematica transgender in Italia.

http://www.transizioneftm.it

Utilissimo sito informativo che documenta l’iter di transizione di Daniele Bocchetti, ragazzo T*. Vivamente consigliato a tutti gli uomini T*.

http://ftminfoline.tripod.com/siti_ftm.htm

Sito del Coordinamento Nazionale FTM. Non più aggiornato da diverso tempo, ma senz’altro utile per chi è in cerca di informazioni tecniche.

http://www.ireos.org

Sito dell’associazione gay, lesbica, transgender, queer “Ireos”.

http://www.cgil.it/org.diritti/index.htm

Pagine dell’Ufficio “Nuovi Diritti” della Cgil, che si dedica in modo specifico alle problematiche lavorative di transessuali, transgender, lesbiche e gay.

http://www.wpath.org

Sito della “World Professional Association for Transgender Health”, in cui potrete trovare gli standards diagnostici e di cura internazionali aggiornati. In inglese.

http://www.ilga-europe.org

Sito della sezione europea dell’International Lesbian and Gay Association (ILGA). In inglese.

http://www.mbpratt.org

Sito di Minnie Bruce Pratt. In inglese.

http://www.gender.org/remember/day/

Sito dedicato al 20 novembre, Giorno della Memoria Transgender.

http://www.uaar.it

Sito dell’Unione degli atei e degli agnostici razionalisti.

http://www.usciamodalsilenzio.it/

Punto di riferimento per tutte le donne decise a battersi, uscendo dal silenzio, contro il maschilismo imperante nel nostro sistema culturale.

http://www.lynnconway.com

Lynn è una donna transessuale americana che ha creato uno spazio web di supporto alle persone T*. Ricco di consigli utili, davvero interessanti le pagine dedicate a uomini e donne T* di successo.

http://tgeunet/

Sito del network transgender europeo.

http://www.alainrete.org

Sito di Ala Milano onlus

www.gender.org.uk

Sito inglese che propone una serie di collegamenti riguerdanti vari aspetti della cultura e del mondo transessuale.

www.radicalimilano.it

Sito dell’Associazione Radicale “Enzo Tortora”

www.symposion.com/ijt
Giornale internazionale del Transgenderismo, IJT, si propone come un veicolo informatico di notizie sul mondo Transgender. Il sito è in inglese.


www.transsexuell.de
Sito tedesco dedicato alla comunità transessuale. Alcune pagine sono in lingua inglese, il resto in tedesco.


www.transgenderwarrior.org
Questa è la casa di Leslie Feinberg. Puoi leggere i suoi scritti e vedere le sue foto. Puoi iscriverti alla newsletter e sostenere il lavoro e le idee di Leslie. Puoi scrivergli per confrontarti. Da New York.

www.transyhouse.org
Sito del Transy House, un gruppo di persone transessuali e transgender nato a New York nel 1994, che si occupa di lotta alle discriminazioni. Nel sito sono riportate informazioni sulle attività in corso.


www.fuorispazio.net
Web/fanzine no profit di ricerca sulle identità GLBT. Rassegna stampa, interviste, counseling psicologico, recensioni di libri, ricerche, esclusive e tante altre rubriche.

www.gay.tv

Sito di Gay Tv. Particolarmente interessante “Gender Channel”, canale dedicato alle notizie riguardanti l’identità di genere in Italia e nel mondo.

www.digayproject.org

Sito dell’associazione GLBT romana Digay Project di Imma Battaglia.

http://www.a-l-i.biz/index.php

Sito della mailing list Alternativa Lesbica Italiana (ALI).
La mailing list è aperta alle donne T*lesbiche previa verifica telefonica e acquisizione di informazioni.

www.queerway.it

Spazio aperto, interattivo e trasversale della comunità glbt.

www.lilyelbe.it

Associazione bresciana per il supporto alle persone T*.

www.circolopink.it

Sito del circolo Gay, Lesbico, Bisessuale e Transgender di Verona.

www.alinvolo.org

Sito del “Jonathan”, diritti in movimento, associazione GLBT di Pescara.

www.victorvictoriacafe.net

Portale GLBT.

http://www.ftm-intl.org/

Contiene tutte le informazioni e le risorse utili per i trans Female to Male (FTM).

http://www.isna.org/

Sito americano di supporto per persone intersessuate.

http://www.butch-femme.com/portal/

Creato da una coppia butch/femme, il sito intende raccogliere le esperienze della popolazione b/f e mantenere aperto il dibattito su questa cultura. Spazi interattivi.

http://www.gritalia.net/tworld/

“T-World”, canale dedicato alla realtà trans (ma  con un occhio di riguardo all’arte e lo spettacolo).

www.resistenzalaica.it

Resistenza Laica è il primo collettore di siti e blog a contenuto laico e anticlericale del web italiano. Ed è un esperimento di giornalismo partecipativo democratico a disposizione di tutti i laici italiani.

www.ellexelle.com

Portale della comunità lesbica italiana

http://www.direfarepensare.it/

Il sito di Anna Spina e Pina Vitelli

www.clerofobia.it

Spazio di elaborazione per tutti i “clerofobi”

http://www.italialaica.it/

Giornale dei laici italiani

http://www.antipapismo.it/

L’umanità e la ragione contro le criminali religioni dogmatiche

http://www.civiltalaica.it/web/

Sito dell’associazione culturale “Civiltà Laica”

http://femminismo-a-sud.noblogs.org/

Storie di egemonie culturali e pretese uguaglianze.

http://blog.libero.it/sonyahnomalon/

Non più puttane, Non più madonne, Finalmente solo Donne.

http://donneinazione.wordpress.com/

Sono una donna… orgogliosa di esserlo!

http://www.miss777.com/

Il portale al femminile

http://www.kobmilano.it/

Sito del KOB – Kollettivo Omosessuale Bicocca

http://www.adamoeva.info:80/

Interessante sito T*- Lovely

http://www.carlaantonelli.com/primera_pagina.htm

Diario digitale di informazione trans*. In lingua spagnola.

www.bioetiche.com

Sito di bioetica, con aggiornamenti costanti ed approfondimenti dedicati alle notizie provenienti dal mondo.

www.danieleperello.it

Sito di Daniele Perello.

http://dadonnaadonna.splinder.com/

Uno spazio tutto al femminile per incontrarsi, confrontarsi ed incoraggiarsi.

www.cinziaricci.it

Spazio web di Cinzia Ricci.

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lista ‘gentilmente’ rubata a

Monica Romano – Sito trans, transessuale e transgender

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ENERGIA – Russia: “Se l’Ucraina non paga chiudiamo i rubinetti all’Europa”

Lo ha annunciato il vicepresidente del colosso Gazprom e primo vicepremier russo

Entro il primo gennaio Kiev deve a Mosca 2,4 miliardi di dollari. Finora ne ha pagati 800 milioni

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"Se l'Ucraina non paga chiudiamo i rubinetti all'Europa" MOSCA – La Russia “non esclude” l’interruzione delle forniture di gas all’Europa, a causa della disputa con l’Ucraina per il mancato rimborso dei debiti di Kiev a Gazprom, il gigante energetico controllato dal Cremlino.

La nuova messa in guardia arriva a poco più d’una settimana dalla potenziale chiusura dei rubinetti, che potrebbe avvenire il primo gennaio, se gli ucraini entro quella data non completeranno il pagamento dei 2,4 miliardi di dollari richiesti. Finora Kiev ha versato 800 milioni.

“Non possiamo escludere – si legge in un comunicato del presidente di Gazprom, Viktor Zubkov, che è anche primo vicepremier russo – che la posizione dell’Ucraina e alcuni passi da essa compiuti, legati al passaggio del gas sul territorio ucraino, possano portare a disordini alla stabilità dei rifornimenti all’Europa”.

Zubkov afferma che “la responsabilità per il peggioramento di questa situazione, già critica e che può avere un impatto sui consumatori europei, è tutta della parte ucraina”. La complessità del negoziato è inoltre esacerbata dalla volontà di Gazprom di aumentare i prezzi del gas nei nuovi contratti con Kiev. Proprio il primo gennaio è la data ultima per la firma dei nuovi contratti e Mosca sarebbe intenzionata a chiedere più del doppio.

La Russia dunque rilancia l’allarme per le forniture di gas dopo che la scorsa settimana la stessa Gazprom aveva avvertito i partner europei di un possibile pericolo. E dopo la “guerra del gas”, che nel 2006 ha creato timori per l’approviggionamento dei paesi Europei. Una lite che tra i due vicini ex sovietici va avanti da più di un decennio e che viene osservata con attenzione dalla Ue. Dall’Ucraina, infatti, passa circa l’80% delle forniture di gas russe destinate all’Europa.

La situazione rispetto all’inverno di tre anni fa dovrebbe essere, però, meno grave perché le condizioni climatiche sono migliori e perché le riserve di gas dell’Unione europea e della stessa Ucraina sono molto alte, come ha sottolineato il portavoce della Commissione Ue Ferran Tarradellas.

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22 dicembre 2008

fonte: http://www.repubblica.it/2008/12/sezioni/esteri/russia-gas/russia-gas/russia-gas.html?rss

Alitalia: «assemblee spontanee», voli cancellati e passeggeri infuriati

Caos a Fiumicino per la riunione degli addetti al carico e scarico bagagli

Enac: «Situazione non conforme alle regole». Sindacati: «Colpa di Cai». Almeno 14 partenze annullate

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L'assemblea a Fiumicino degli addetti Alitalia al carico e scarico bagagli (Ansa)
L’assemblea a Fiumicino degli addetti Alitalia al carico e scarico bagagli (Ansa)

ROMA – Ancora caos nei voli Alitalia. Sono 14 i voli cancellati fino alle 12,30 a Fiumicino a causa dell’assemblea dei lavoratori dell’handling (carico e scarico bagagli, ndr) di Alitalia Airport. Tra i voli annullati anche quelli diretti a Tunisi, S.Pietroburgo, Francoforte, Parigi, Tirana, Varsavia, Praga e Istanbul. Alitalia comunica che, causa di assemblee spontanee di parte del personale di Fiumicino, nel corso della giornata si prevedono disagi per chi vola con conseguenti ritardi e cancellazioni. Alitalia invita i passeggeri a contattare il numero verde 800-650055, il sito internet sull stato del volo, il call center 06-2222 o tramite palmare (mobile.alitalia.it) per verificare lo stato del loro volo.

ENAC: SITUAZIONE NON CONFORME A REGOLE – Il presidente dell’Enac (Ente nazionale per l’aviazione civile) Vito Riggio ha affermato che «il modo di agire da parte dei lavoratori appare non conforme alle regole nel settore dei trasporti, soprattutto nel periodo pre-natalizio». Riggio invita le parti «a chiarire al più presto le contrapposizioni per permettere lo svolgimento delle attività di volo». È quanto si legge in una nota dell’Enac sulle assemblee spontanee dei lavoratori Alitalia Airport e sulla decisione di molti lavoratori di lasciare lo scalo per recarsi alla sede della compagnia per un incontro con Cai.

SINDACATI: «COLPA DI CAI» – Secondo i sindacati Cgil, Cisl, Uil e Ugl i disagi sono «diretta responsabilità dei vertici Cai», sostengono in una nota congiunta. «Manca il buon senso e il rispetto delle persone. Invitiamo Cai a un’immediata revisione degli errori commessi. Ci aspettiamo soluzioni immediate in linea con le intese sottoscritte». I sindacati affermato di essere «fortemente preoccupati per la sorte di 500 colleghi», al momento in cassa integrazione. Secondo le rappresentanze dei lavoratori, questi verrebbero sostituiti da altro personale assunto a tempo indeterminato «di cui non si conosce la provenienza». Patrizio Lucidi (Cgil) spiega che delle assemblee «ne era stata data notizia da almeno cinque giorni. Anzi, ne avevamo organizzate tre per il 19, 20 e 21 che non abbiamo fatto. Quelle di lunedì sono state confermate per la mancanza di risposte confortanti da parte dell’azienda».

CAOS – Infuriati molti passeggeri. «Uno aspetta tutto l’anno per partire per le vacanze e, arrivati qui, ecco ancora problemi con l’Alitalia», ha detto un passeggero che doveva recarsi a S.Pietroburgo. «I nostri bagagali erano stati già caricati a bordo, quando all’improvviso hanno cancellato il volo per un’assemblea, ci hanno riferito». Molti viaggiatori nella zona arrivi sono in fila per denunciare bagagli non consegnati, come nel caso dei voli Alitalia giunti da Lione e Chicago.

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22 dicembre 2008

fonte: http://www.corriere.it/economia/08_dicembre_22/alitalia_voli_annullati_1f85431c-d024-11dd-b6ee-00144f02aabc.shtml

Povertà, nuovo allarme dall’Istat: “Oltre il 5% fatica a comprare cibo”

Dati riferiti alla fine del 2007 e destinati ad aggravarsi nel 2008
Situazione particolarmente dura al Sud, per chi ha tre figli e per gli anziani

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Povertà, nuovo allarme dall'Istat "Oltre il 5% fatica a comprare cibo"Manifestazione alla Esselunga di Bologna

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ROMA – A fine 2007 è salito dal 4,2% al 5,3% il numero delle famiglie che ha dichiarato di avere avuto nel corso dell’anno “momenti con insufficienti risorse per l’acquisto di cibo”. Emerge dall’indagine dell’Istat sulla distribuzione del reddito e le condizioni di vita in Italia. Sale invece dal 14,6 al 15,4% il numero delle famiglie che ha dichiarato di arrivare con molta difficoltà alla fine del mese. L’istituto statistico rileva “segnali di disagio particolarmente marcati” al Sud e nelle isole, ed in particolare in Sicilia dove sale al 10,1% il numero di famiglie con problemi di risorse per il cibo. Dati che presumibilmente in futuro sono destinati a peggiorare per l’aggravarsi della crisi nel corso del 2008.

Tutti gli indicatori rilevati dall’Istat, nell’indagine annuale su un campione di ventottomila famiglie, mostrano un peggioramento delle condizioni di vita delle famiglie a fine 2007. Già prima, quindi, della crisi economica, per gli esperti dell’Istituto di statistica, le famiglie hanno iniziato a vivere una “fase particolarmente critica”. Condizioni di difficoltà che riguardano in particolare i nuclei familiari con tre o più figli, gli anziani soli soprattutto se donne, e le famiglie mono-genitore in particolare per le donne sole divorziate o vedove.

Il 32,9% delle famiglie ha dichiarato di non essere in grado di far fronte ad una spesa imprevista di 700 euro. Sale dal 10,4% al 10,7% la quota di famiglie che ha avuto difficoltà nel riscaldare adeguatamente la propria abitazione. L’Istat giudica “non trascurabili” le percentuali di famiglie che hanno registrato difficoltà relative a beni di prima necessità: oltre al dato sugli alimentari, è salito dal 10,4% all’11,1% la quota di famiglie che nel corso del 2007 ha avuto momenti con insufficienti risorse per le spese mediche, mentre sale dal 16,8 al 16,9% il numero di famiglie che ha avuto difficoltà per l’acquisto di abiti necessari.
Al sud e nelle isole l’Istat registra “segnali di disagio particolarmente marcati rispetto al resto del paese”, con il 22% delle famiglie che “arriva con grande difficoltà alla fine del mese” ed il 46,4% che “dichiara di non poter far fronte ad una spesa imprevista di 700 euro”. I disagi maggiori in Sicilia, Campania, Calabria e Puglia. Al nord la regione fanalino di coda è il Piemonte mentre al centro è il Lazio.
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22 dicembre 2008