Archivio | dicembre 8, 2008

IMPERIA – Manifestazione in piazza contro il ‘venerabile’ Licio Gelli

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Il Pd, Rifondazione, Sinistra democratica e altre associazioni hanno organizzato la protesta per la presenza del Venerabile della P2 ai martedì letterari del Casinò alle 15.30 davanti al Cinema Centrale in via Matteotti.

Presidio anche dall’associazione XXV aprile. L’associazione “Alzalatesta” – che ha lanciato l’iniziativa – vorrebbe invece leggere un comunicato al Centrale

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08 dicembre 2008| Fulvio Lanteri

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SANREMO – Il Pd, Rifondazione, Sinistra democratica e alcune associazioni hanno organizzato per il domani, in occasione della presenza di Licio Gelli ai martedì letterari, una manifestazione di protesta alle ore 15.30 davanti al Cinema Centrale in via Matteotti.

«La partecipazione alla manifestazione da parte del Pd – scrive Giovanna Baldassarre – vuole mandare un messaggio chiaro e forte contro la presenza a Sanremo dell’ex capo di una loggia massonica che ha ordito in un recente passato trame eversive di stampo fascista.L’invito fatto a Gelli (perché di invito si tratta) nonostante le affermazioni del Cda del Casino sulla presenza del venerabile maestro solo come spettatore-rappresenta un’offesa allo spirito democratico della città. «Nessuno contesta che Gelli non possa esprimere le sue personali opinioni in altri ambiti, ma certamente non da invitato da un’azienda del Comune di Sanremo».

Alla manifestazione sarà presente il segretario provinciale Giancarlo Manti, il coordinatore cittadino di Sanremo Mario Robaldo e numerosi altri rappresentanti della Segreteria del partito e dei Giovani Democratici.

Un presidio in via Matteotti – in coincidenza con la conferenza sulla P2 – è stato annunciato anche dall’associazione XXV aprile di Ventimiglia. L’associazione “Alzalatesta” vorrebbe invece leggere un comunicato al Centrale dove appunto ci sarà il venerabile maestro della P2.

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fonte: http://ilsecoloxix.ilsole24ore.com/imperia/2008/12/06/1101930852068-pd-piazza-contro-maestro-venerabile.shtml

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‘Fratel’ Silvio, tessera n. 1816

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LA LOGGIA MASSONICA P2

UNA STORIA ITALIANA, UNA STORIA UNICA

Loggia Propaganda Due, più nota come la P2 di Licio Gelli, nata già segreta, era stata creata, all’inizio del Novecento, ma sarebbe sempre stata una loggia poco attiva, almeno sino a dopo la Seconda guerra mondiale, quando fu utilizzata per “ospitare” massoni importanti che desideravano restare “coperti” (nascosti).

Fu una loggia massonica già appartenente al Grande Oriente d’Italia dedicata a reclutare nuovi adepti alla causa massonica. Licio Gelli incarnò dopo quasi un secolo le aspettative di questo antico ed ambizioso progetto, fino a concentrare un potere mai visto prima nella storia. Sviluppò i sogni più sfrenati degli antichi massoni che fondarono questa Loggia. Il 20 maggio 1981. L’Italia è scossa: di quella loggia misteriosa si parlava ormai da tempo, ma ora i suoi componenti prendono un nome e un volto. L’Italia scopre che esiste un potere sotterraneo, un governo parallelo, un vero e proprio governo ombra che operava sia su scala nazionale che internazionale.


Negli elenchi della loggia erano iscritti i nomi di quattro ministri , 44 parlamentari, tutti i vertici dei servizi segreti SISMI e SISDE, comandanti della Guardia di finanza, alti ufficiali dei Carabinieri, generali, militari, prefetti, funzionari, magistrati, banchieri, imprenditori, direttori di giornali, giornalisti… Fondati sospetti fanno ritenere che gli elenchi integrali della P2 siano rimasti nell’ombra, la piovra della P2 toccava ogni cosa e controllava l’Italia intera. Il commendatore Gelli in un intervista affermerà: ” La P2  è stata un’esperienza unica e irripetibile”.

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fonte: www.loggiap2.com


MAIALE ALLA DIOSSINA – Il ministero: “Rischi anche per bovini”

Il sottosegretario: “Sequestrate 22 partite entrate dopo il primo settembre”
Cia e Coldiretti: “I nostri allevamenti sono sicuri”. Esperti: “Rischi prossimi allo zero”

In corso accertamenti dopo il sospetto di mangime contaminato anche alle mucche

Bruxelles: “Coinvolti 12 Paesi Ue e 9 extra-Ue”. Cina e Giappone bloccano importazioni

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"Rischi anche per bovini"
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ROMA – “In Italia sono entrate 22 partite di carne suina proveninente dall’Irlanda dopo il primo settembre, ma sono state immediatamente sequestrate”. Lo ha reso noto il sottosegretario alla Salute, Francesca Martini che ha parlato di possibili rischi anche per le carni bovine irlandesi. Cia e Coldiretti rassicurano i consumatori: in Italia il rischio di mangiare carne di maiale contaminata dalla diossina è minimo. Gli esperti: “Il pericolo è prossimo allo zero”.

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“Dall’Irlanda, dove è esploso il problema, è arrivato appena lo 0,3 per cento delle carni di maiale importate, mentre in Italia gli allevamenti sono sicuri e le produzioni di qualità”. “Massima attenzione da parte degli uffici centrali e periferici ma il rischio è molto modesto”, conferma il direttore della sicurezza alimentare del ministero del Welfare Silvio Borrello. Per l’Istituto superiore di Sanità il rischio non esiste, anche se il Codacons, visto l’avvicinarsi del periodo dei cenoni, chiede subito controlli in tutta Italia su zampone e cotechino.

I bovini. “L’Unione europea ha ravvisato una possibile contaminazione di diossina anche per le carni bovine irlandesi”, ha riferito il sottosegretario alla Salute, Francesca Martini che ha aggiunto: “Stiamo intensificando i controlli in attesa di specifiche misure”. Il sottosegretario ha spiegato di aver ricevuto nel pomeriggio sulla segnalazione sulla possibile contaminazione anche alcune partite di mangime destinato ai bovini irlandesi. Gli esperti del ministero non sanno ancora se vi sia stata effettivamente contaminazione della carne bovina e dunque non c’è motivo di allarme, ma “per precauzione” si stanno allargando i controlli nel nostro Paese a titolo conoscitivo, a garanzia dei consumatori, in attesa che l’Irlanda prenda eventuali ulteriori provvedimenti.

I sequestri. Il sottosegretario Martini ha spiegato che “attraverso l’allerta rapida europea il nostro paese si è attivato e ha sequestrato su tutto il territorio, 22 partite di carne suina proveniente dall’Irlanda entrate nel nostro paese dopo il primo settembre”.

“Importate minime quantità”. L’italia importa dall’Irlanda “solo una minima quantità di carne” e si tratta soprattutto di “carne fresca destinata alla industria di trasformazione”, ha spiegato Silvio Borrello, che ritiene “difficile per gli italiani trovare al supermercato tagli di carne di suino irlandese”, contaminata dalla diossina. “Il consumatore deve avere fiducia – ha aggiunto – i carabinieri del Nas stanno verificando in queste ore la presenza della carne sia nei supermarket che nei depositi di lavorazione industriali”. I rischi per l’Italia sono “molto bassi”, ha ribadito.

Istituto superiore di Sanità. Per l’Italia il rischio non esiste. E’ il parere di Agostino Macrì, direttore di medicina veterinaria presso l’Istituto superiore di Sanità, “anche perché – spiega l’esperto – importiamo dall’Irlanda una quantità irrilevante di carne suina. Ma se fosse arrivata in Italia sapremmo esattamente dove è andata a finire e quindi saremmo in grado di identificare il luogo della lavorazione. Ma non credo che sia arrivata”.

I veterinari. “I rischi sono davvero prossimi allo zero”, rassicura anche il presidente della Federazione degli ordini veterinari, Gaetano Penocchio, che aggiunge: “Per scattare un pericolo reale occorrerebbe mangiare una gran quantità di carne contaminata e soprattutto per lungo e significativo tempo”.

Controlli alle frontiere. Il tutto mentre continuano alle frontiere, coordinati dallo stesso ministero del Welfare, i controlli sulle partite di carne suina. La Commissione europea ha chiesto a tutti i Paesi membri di bloccare le importazioni e controllare accuratamente la carne di maiale irlandese

Coinvolti 12 Paesi. Bruxelles ha confermato ufficialmente che i Paesi Ue coinvolti sono 12: Italia, Belgio, Gran Bretagna, Cipro, Danimarca, Portogallo, Francia, Estonia, Germania, Olanda, Polonia, e Svezia. Per quanto riguarda i Paesi coinvolti nell’allarme fuori dai confini dell’Ue, il commissario alla salute dell’Unione ha nominato il Canada, la Cina, Hong Kong, Giappone, Russia, Singapore, Corea del Sud, Svizzera e Usa.

L’origine della contaminazione. Intanto la polizia irlandese ha aperto un’inchiesta sulla fonte della diossina che ha contaminato la carne di maiale. Sembra accertato che l’origine sia l’olio industriale finito in una macchina utilizzata per asciugare il mangime presso la Millstream Power Recycling, una ditta della contea di Carlow che trasforma prodotti alimentari di scarto in cibo per i maiali. Gli allevamenti irlandesi che hanno utilizzato il mangime prodotto dalla società e i cui prodotti sono stati bloccati sono 47 e a questi se ne aggiungono altri nove in Irlanda del Nord.

“Per ora nessun altro provvedimento”. “Siamo soddisfatti di quanto il governo irlandese ha deciso di fare – ha detto oggi il commissario Ue per la salute Androula Vassiliou – Sono misure soddisfacenti e non riteniamo che, ora come ora, sia necessario ricorrere a provvedimenti supplementari”. Tra i Paesi extra-Ue, Cina e Giappone hanno annunciato di aver chiuso le frontiere alle importazioni di carne suina irlandese “a titolo precauzionale”.

L’Oms. Della vicenda si sta interessando anche l’Organizzazione Mondiale della Sanità, che appena il governo irlandese ha notificato il ritiro dei prodotti delle carni suine dal mercato, ha subito attivato la rete di collaborazione con tutti gli Stati dell’Ue per verificare in che misura sono state importate e distribuite carni suine irlandesi.

Situazione in evoluzione. Solo nel pomeriggio di oggi le autorità sanitarie di Dublino contatteranno in video-conferenza tutti i partner interessati per comunicare loro informazioni più precise. La stessa commissaria Vassiliou farà oggi il punto con la stampa sull’evoluzione dell’allerta europea.

Cia e Coldiretti. Ma in Italia Cia, Coldiretti rassicurano: “Da noi non c’è alcun pericolo per i maiali alla diossina. Dall’Irlanda le importazioni sono praticamente nulle, mentre i nostri allevamenti sono sicuri e sottoposti a rigidissimi controlli e le produzioni italiane sono di qualità e seguono un disciplinare molto rigoroso” dicono alla Cia.

“Allarmismo fuori luogo”. Le due associazioni denunciano, però, il rischio che un allarmismo “fuori luogo” possa danneggiare il settore suinicolo “che viene da una crisi profonda con costi elevatissimi per gli allevatori”. E’ l’ora, continuano le associazioni, di estendere l’indicazione d’origine in etichetta a tutte le produzioni.

Etichetta obbligatoria. L’idea dell’etichetta obbligatoria è condivisa anche dal ministero della Salute. “Proporrò all’Ue l’eticchettatura di tutte le carni animali per la tracciabilità dell’origine con estensione dell’obbligo anche alle carni suine”. dice il sottosegretario Martini. Per comprendere quali ulteriori provvedimenti adottare “oggi pomeriggio – aggiunge la Martini – si svolgerà a Bruxelles un vertice tra i referenti veterinari degli stati membri”.

I consumatori. Un invito alla prudenza è arrivato dall’Aduc. “Non mangiate carne suina, almeno fino a quando non saranno resi noti i risultati delle analisi”, ha detto Primo Mastrantoni, segretario dell’associazione consumatori. Anche la Fsa, l’agenzia britannica per gli standard alimentari, ha consigliato di non consumare i prodotti, ma ha sottolineato che, dato il basso livello di contaminazione “effetti dannosi alla salute” sono possibili soltanto se si è stati esposti per un lungo periodo alle sostanze contaminanti.

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8 dicembre 2008
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Grecia, scontri a Salonicco, studenti di nuovo in piazza

Lanci di pietre e oggetti (Ansa)

Resta alta la tensione dopo l’omicidio di un giovane ad opera di un agente di polizia
La sinistra in strada. Il governo promette giustizia e “tolleranza zero” contro le violenze

Proteste anche in Germania. Dimostranti occupano il consolato

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Andreas Grigoropoulos, 15 anni, il ragazzo ucciso dalla polizia ad Atene (Reuters)
Andreas Grigoropoulos, 15 anni, il ragazzo ucciso dalla polizia ad Atene (Reuters)

ATENE – Dura pochissimo la calma in Grecia. Dopo i violenti scontri seguiti all’uccisione di un ragazzo ad opera di un poliziotto, e l’arresto dell’agente, la situazione, oggi, è nuovamente esplosa. A Salonicco centinaia di studenti si sono riversati nella strade, ingaggiando furibondi scontri con le forze dell’ordine in assetto anti-sommossa. In pieno centro i dimostranti, almeno trecento, dopo aver cercato di attaccare un commissariato hanno assaltato negozi e distrutto veicoli in sosta, dando luogo a scene di vera e propria guerriglia urbana. Incidenti anche a Trikala, dove sono rimasti feriti tre poliziotti.

Oggi pomeriggio il partito comunista KKE,
assieme ad altri gruppi di estrema sinistra, scende nuovamente per le strade del centro di Atene. Dalla capitale a Salonicco, passando per l’isola di Rodi, le scene sono le stesse. Vetri rotti sparsi a terra, fumo dei lacrimogeni, bombe molotov e sassaiole. E ancora: auto, banche e supermercati in fiamme. Intanto, il premier Costas Karamanlis, nel suo primo discorso pubblico dall’inizio degli scontri, ha detto che ”le azioni inaccettabili e pericolose non verranno tollerate”.

Allerta massima. Continua a serpeggiare la rabbia per la morte di Andreas Grigoropoulos, 15 anni, freddato dalla pistola della polizia nel quartiere di Exarchia. Il governo di centrodestra si dice addolorato per la morte del giovane e ha promesso di fare giustizia. Ma, ha aggiunto, “è deciso a far rispettare la legge” denunciando le gravi violenze che hanno provocato grandi distruzioni, diversi feriti e fermati ad Atene, Patrasso, Salonicco, Creta.

“Tolleranza zero”. Il premier Karamanlis ha infatti affermato che le violenze dei manifestanti “non saranno tollerate, lo Stato proteggerà i cittadini”. Mentre il partito di estrema destra Laos chiede una commissione parlamentare d’inchiesta, per fare luce sulle continue provocazioni e violenze urbane di “sedicenti anarchici e delle altre forze collegate”.

Consolato occupato in Germania. Le proteste sono uscite anche dai confini nazionali: oggi un gruppo di dimostranti ha occupato il consolato greco a Berlino, sostituendo la bandiera greca con un lenzuolo bianco con il nome del ragazzo e la scritta “assassini di Stato”. L’atmosfera è tranquilla – non si segnalano danni, né azioni violente – e la polizia ha deciso di non intervenire. Anche perché il console, che si trova all’interno dell’edificio e conduce colloqui con gli occupanti, ha dichiarato che negherebbe l’autorizzazione.

L’omicidio.
Tutto è iniziato con una delle tante manifestazioni studentesche contro la contestata riforma universitaria. Quando è stato ucciso, Grigoropoulos si trovava con una trentina di altri ragazzi nel suo quartiere per una mini-protesta. Una volante è intervenuta e ci è scappato il morto. Gli agenti sostengono che la banda abbia aggredito a sassate la loro auto durante il turno di pattuglia ma testimoni oculari parlano soltanto di insulti dei manifestanti contro la polizia.

Università
. Le autorità hanno annunciato che le università di Atene e Salonicco, adesso occupate, resteranno chiuse per un paio di giorni. Le proteste e le violenze di questi ultimi giorni hanno interessato anche le città di Ioannina e Patrasso, anche qui con lanci di pietre contro la polizia e auto incendiate. La protesta coinvolgerà anche i professori universitari che da oggi si asterranno per tre giorni dalle lezioni. Blog studenteschi, inoltre, hanno esortato gli allievi di ogni ordine e grado a boicottare le scuole.

Il bilancio.
Stando al bilancio delle forze dell’ordine, nel primo giorno di manifestazioni ci sono stati 24 poliziotti feriti, di cui uno in gravi condizioni, e 31 negozi, nove banche e 25 auto danneggiati o bruciati. Sei dimostranti sono stati fermati, fra cui uno in possesso di armi.

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8 dicembre 2008

fonte: http://www.repubblica.it/2008/12/sezioni/esteri/grecia-scontri/proteste-grecia/proteste-grecia.html?rss

fonte foto grandi: Ansa

La polizia in tenuta antisommossa (Ansa)

Nord Corea, allarme cibo per 8,7 milioni

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A rischio il 40% della popolazione: «Moltissime famiglie stanno già dimezzando il numero dei pasti giornalieri»

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MILANO – Emergenza cibo nella Corea del Nord per 8,7 milioni di persone, ovvero il 40% della popolazione che avrà presto bisogno di assistenza alimentare a causa della prevista scarsità di cibo nei prossimi mesi. Le categoria più a rischio sono bambini, donne incinte, puerpere e anziani. È quanto emerge dal rapporto congiunto Fao-Pam, presentato al ritorno dalla prima missione di valutazione della produzione e della sicurezza alimentare dal 2004 a oggi. La produzione alimentare complessiva della Corea del Nord sarà di 4,21 milioni di tonnellate per l’anno 2008-2009; il deficit cerealicolo è di circa 836mila tonnellate. Per dar da mangiare a circa 9 milioni di persone, afferma la Fao, serviranno intorno a 800mila tonnellate di aiuti alimentari per arrivare sino al prossimo raccolto nell’ottobre 2009.

Un bambino nordcoreano denutrito in un'immagine esposta da un'associazione per i diritti umani a Seul (Ap)
Un bambino nordcoreano denutrito in un’immagine esposta da un’associazione per i diritti umani a Seul (Ap)

PROSPETTIVE NEGATIVE – «Nonostante le buone condizioni meteorologiche e il lavoro dei contadini non si è riusciti a superare la mancanza di fertilizzanti e di fonti d’energia e la produzione agricola quest’anno non riuscirà a soddisfare il fabbisogno minimo della popolazione» ha spiegato Henri Josserand, responsabile del Sistema mondiale d’informazione e di allerta rapida della Fao. I rendimenti di tutte le coltivazioni sono stati molto bassi anche a causa della grande acidità del suolo e della maggiore vulnerabilità a fenomeni climatici estremi, come le inondazioni dell’agosto 2007. Le prospettive per quest’anno sono «molto negative» e si prevede una «sensibile mancanza di alimenti di base, che solo parzialmente potrà essere coperta dalle importazioni commerciali e dagli aiuti alimentari».

PASTI DIMEZZATI – Le razioni di cibo fornite dal sistema di distribuzione pubblico, la fonte principale di cibo per circa il 70% della popolazione, saranno drasticamente ridotte, in particolare durante la stagione magra da giugno ad ottobre. Solo 142 kg di produzione nazionale saranno disponibili in media per persona, rispetto ai 167 kg ritenuti necessari per una dieta salutare. «La maggioranza delle famiglie stanno già dimezzando il numero dei pasti giornalieri – ha aggiunto Torben Due, rappresentante del Programma alimentare mondiale nella Repubblica Democratica Popolare di Corea – e consumano una dieta pericolosamente povera». «L’attuale modello di produzione agricola e le attuali tecniche di coltivazione non sono sostenibili – conclude il rapporto -. Di recente il paese ha iniziato ad adottare tecniche di agricoltura conservativa, a moltiplicare sementi di migliore qualità e a impiegare altre pratiche efficienti, ma per riuscire a cambiare l’intero settore ci vorrà del tempo».

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08 dicembre 2008

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fonte: http://www.corriere.it/esteri/08_dicembre_08/fao_emergenza_cibo_corea_nord_b5195f9e-c516-11dd-831d-00144f02aabc.shtml

Ciao Maschia! Lo smog minaccia la virilità

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Adesso il potere è femmina

Una ricerca inglese rivela: in diminuzione il lato maschile di animali e uomini

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dal corrispondente di Repubblica ENRICO FRANCESCHINI

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LONDRA – Ciao maschio, stai diventando una maschia. Non è una battuta di spirito. È la conclusione del più ampio studio mai condotto sul cambiamento di genere sessuale, da cui risulta che l’esposizione a una serie di agenti chimici ha “femminizzato” gli esemplari maschili di ogni classe di vertebrati, dai pesci ai mammiferi, compreso l’uomo.

Gli studiosi hanno compilato un elenco di daini senza testicoli, pesci maschi che ovulano, orsi ermafroditi, alligatori con il pene sempre più piccolo, orche e balene a corto di spermatozoi. La ricerca afferma che il fenomeno minaccia di mutare precipitosamente il corso dell’evoluzione, rischia di provocare la scomparsa di numerose specie animali e fa suonare un campanello d’allarme anche per gli esseri umani.

“Se vediamo problemi di questo tipo negli animali selvatici, dobbiamo preoccuparci seriamente che qualcosa di simile stia accadendo a una rilevante proporzione di uomini”, dice il professor Lou Gillette della Florida University, uno degli scienziati coinvolti nello studio.

Commissionato dalla ChemTrust, un’associazione britannica che si batte per denunciare gli effetti nefasti dell’inquinamento chimico, e anticipato ieri dal quotidiano Independent di Londra, il rapporto riunisce i risultati di oltre 250 studi accademici sull’argomento condotti in tutto il mondo. Si concentra principalmente sugli animali che vivono in libertà, ma cita anche casi specifici riguardanti l’uomo, come una ricerca della University of Rochester che ha dimostrato come i bambini nati da madri con un aumentato livello di ftalato, un acido chimico, hanno maggiori probabilità di avere il pene più piccolo e i testicoli che non scendono.

Altre ricerche di questo tipo hanno evidenziato che i maschi di madri esposte a certi agenti chimici crescono col desiderio di giocare con le bambole e col servizio da tè invece che con giocattoli “maschili”. Inoltre varie comunità inquinate con fattori chimici ritenuti fonte di cambiamento di genere sessuale, in Canada, in Russia e in Italia, hanno dato nascita a un numero di femmine doppio della norma. Per tacere del fatto che il numero di spermatozoi sta scendendo su tutta la linea. “Sommando tutti questi dati”, commenta il professor Nil Basu della Michigan University, “abbiamo prove piuttosto evidenti degli effetti che esistono anche sull’uomo”.

Ma i dati sugli animali sono ancora più impressionanti.
Il rapporto parla di coccodrilli maschi, esposti a pesticidi nelle paludi delle Everglades in Florida, con un minore livello di testosterone, un maggiore livello di estrogeni, anomalie nei testicoli, pene più corto del normale e problemi di riproduzione. Parla di maschi di tartaruga nella regione dei Grandi Laghi con caratteristiche genitali femminili. Rivela che a due terzi dei daini dell’Alaska non scendono i testicoli, che al Polo sono stati trovati orsi ermafroditi, e quelli che restano maschi hanno uno sperma ridotto e il pene più piccolo. Metà dei pesci di sesso maschile nei fiumi britannici hanno un’ovulazione nei testicoli.

Per tutto questo, il rapporto accusa più di 100 mila agenti chimici, presenti nel cibo, nei prodotti elettronici, nei cosmetici, nei pesticidi, che “indeboliscono” il genere maschile, femminizzandolo.

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8 dicembre 2008
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L’infertilità è maschia

Un numero sempre maggiore di italiani non riesce a diventare padre. E uno studio europeo rivela: colpa dell’inquinamento, del fumo, dell’alcol e delle droghe

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di Agnese Ferrara

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Sono sempre di più i maschi europei che incontrano grandi difficoltà ad avere figli. Lo dimostra una classifica stilata in base alla capacita di fecondare del loro seme. La graduatoria, elaborata su 13 paesi, vede gli italiani in fondo alla classifica insieme a turchi e svedesi. In cima, dopo il Portogallo, ci sono Spagna, Norvegia, Belgio, Olanda, Germania, Danimarca, Francia, Regno Unito e Irlanda. Lo hanno stimato i ricercatori del laboratorio di andrologia dell’Instituto Valenciano de Infertilidad di Alcante, in Spagna, dopo l’analisi dei liquidi seminali di circa 12 mila uomini. In tutti i paesi, comunque, si conferma il trend in discesa della qualità del seme maschile, sia per numero di spermatozoi, sia per la loro motilità, requisito indispensabile per poter raggiungere l’ovulo della donna. L’allarme lo daranno i medici che parteciperanno ai congressi della European academy of andrology e della Società italiana di andrologia e medicina della sessualità che si terranno in contemporanea a Roma dal 24 novembre prossimo.

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La classifica, precisa Elena Sellés Soriano, responsabile del laboratorio spagnolo e della ricerca, “si basa sulla concentrazione di spermatozoi e sulla loro motilità che sono le due caratteristiche determinanti per la fertilità del seme. Si tratta del più ampio studio aggiornato sulle variazioni nazionali del seme e la capacità fecondante in Europa. Si evidenzia come le differenze in stili di vita, abitudini, esposizione a fattori tossici ambientali e professionali incidano sulle capacità riproduttive maschili”. Un allarme ancor più grave visto che il continuo ed evidente declino della qualità del seme, che fa ipotizzare un aumento dei maschi sterili, è un dato omogeneo nei diversi paesi europei. “Nel 1940 si contavano nei giovani maschi europei in media 100 milioni di spermatozoi per millilitro di liquido seminale”, scrive Anna Maria Andersson, del dipartimento Sviluppo e riproduzione dell’ospedale universitario Rigshospitalet di Copenhagen, in un editoriale dell”International Journal of Andrology’: “Oggi nei giovani la qualità del seme è molto diminuita. Ad esempio il 40 per cento dei danesi ha meno di 40 milioni per millilitro. In queste condizioni il tempo che si impiega per ottenere una gravidanza diviene molto più lungo. Quando la concentrazione scende sotto i 15 milioni è sterilità”.

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Anche in Italia il trend è in aumento lento e costante, con un ritmo di circa il 5 per cento ogni decennio. E questo, spiega Andrea Lenzi, ordinario di Endocrinologia all’università La Sapienza di Roma e presidente del congresso di Roma: “È legato all’aumento dei fattori tossici nell’ambiente e allo stile di vita, soprattutto fra gli adolescenti. L’abuso di droghe, sigarette e alcol svolge un’azione nociva diretta sugli spermatozoi, così come il sempre più diffuso uso di anabolizzanti nelle palestre, anche mascherati in integratori di aminoacidi e proteine. Colpevoli sono anche lo smog urbano e le sostanze tossiche e simil-ormonali in esso contenute”.
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A spiegare l’origine ambientale di questa epidemia di sterilità maschile è un nuovo studio del dipartimento di Salute ambientale della Harvard School of Public Health di Boston che ha analizzato le ricerche svolte negli ultimi 15 anni sui pesticidi. Venti studi dimostrano l’associazione fra l’esposizione a Ddt, organoclorine, erbicidi, fungicidi e insetticidi e la peggiore qualità del liquido seminale in termini di concentrazione, motilità e morfologia degli spermatozoi; tre ricerche evidenziano l’associazione fra l’esposizione ai pesticidi e danni al Dna degli spermatozoi. Infine quattro studi hanno scoperto alterazioni cromosomiche negli spermatozoi conseguenti all’uso di miscele di pesticidi organofosforici, insetticidi piretroidi e carbamati. “L’esposizione a un’ampia gamma di pesticidi, sia occasionale che di lunga durata, esercita un effetto distruttivo nei confronti di molti degli ormoni coinvolti nella formazione degli spermatozoi”, conclude Melissa Perry su ‘Human Reproduction’.

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L’ipotesi è che l’ambiente possa alterare i delicati meccanismi genetici da cui dipende la produzione degli spermatozoi. “Ad oggi sono stati identificati oltre una decina di geni che, se alterati, causano l’infertilità maschile”, precisa Claudio Sette, docente al dipartimento di Sanità pubblica e Biologia cellulare dell’università di Roma Tor Vergata: “La ricerca inoltre punta a fare luce sul delicato ruolo che svolgono alcune piccole molecole di Rna (acido ribonucleico), appena scoperte, che guidano momenti decisivi per la produzione degli spermatozoi. La loro assenza porta alla sterilità. E sono molecole delicate e suscettibili alle mutazioni, che possono essere indotte da agenti tossici ambientali”.
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Alcuni fattori di rischio per la fertilità del maschio possono agire prima della nascita, come dimostra un nuovo studio della University of Conception a Chillan, Cile, in pubblicazione il prossimo dicembre su ‘Endocrinology’. “Il feto può essere raggiunto facilmente da sostanze presenti nell’ambiente. E se queste sono ormoni o sostanze ormonosimili, le conseguenze per la fertilità sono drammatiche”, spiega Sergio Recabarren, a capo dello studio: “Abbiamo somministrato dosi minime di testosterone a un gruppo di pecore nei primi mesi di gravidanza, riscontrando nei neonati maschi una diminuzione del peso corporeo, della grandezza dei testicoli e del numero degli spermatozoi, rispetto al gruppo di controllo. Possiamo affermare che gli stessi danni possano verificarsi anche negli uomini”.

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Gli ormoni steroidei possono entrare nell’organismo di una donna attraverso alcuni farmaci, o per l’esposizione ripetuta ad alcuni inquinanti dispersi nell’aria o nei cibi, come diossine, pesticidi, conservanti, metalli pesanti come piombo e mercurio, componenti di detersivi, sostanze chimiche prodotte dalla lavorazione di plastiche, vernici e colle. Sottolinea Andrea Lenzi: “Sono sostanze che agiscono nell’organismo come se fossero ormoni, interferendo così con i delicati processi che queste sostanze naturali controllano”.

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In attesa che la genetica dia una risposta sulle cause ambientali delle difficoltà degli uomini a riprodursi, gli urologi studiano quelle cliniche. “In Italia il fattore più comune nel provocare l’infertilità maschile è il varicocele, l’ingrossamento della vena del testicolo, che interessa fino al 25 per cento dei maschi e nel 50 per cento dei casi è in causa alla sterilità”, sottolinea Lenzi: “Sono in largo aumento anche le infezioni, batteriche e virali, la mancata discesa del testicolo e le alterazioni ormonali. Il tutto porta a una riduzione della qualità del liquido seminale e talora delle capacità sessuali maschili”. Per curare queste patologie è importante arrivare rapidamente a una diagnosi. Ma mentre un tempo la visita di leva individuava in età giovanile eventuali malattie dell’apparato genitale, oggi solo il 10 per cento degli uomini in giovane età si fa controllare dall’andrologo. Non solo, aggiunge Lenzi: “Molti interventi che sarebbero indispensabili per risolvere i difetti congeniti o acquisiti vengono rimandati. Come nel caso della mancata discesa del testicolo nel sacco scrotale, che andrebbe operato entro il primo anno di età ma, invece, viene rimandato di uno o anche di cinque, sei anni. Finendo così col compromettere le future capacità riproduttive del bambino”.

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Seme senza speranza

Gli spermatozoi selezionati per la fecondazione assistita potrebbero essere danneggiati geneticamente. Non basta selezionare al microscopio il seme migliore per effettuare la fecondazione in vitro con l’Icsi, la microiniezione di un singolo spermatozoo in un ovocita maturo, per le coppie con problemi di infertilità maschile. La metodica può ingannare perché non riconosce gli eventuali danni al Dna del gamete maschile. …

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Cinque minuti possono bastare

Quanti minuti deve durare la penetrazione per essere ritenuta normale e non patologica? “Nuove ricerche hanno stabilito che cinque minuti e tre secondi è il tempo medio per raggiungere l’orgasmo maschile; se scende a due minuti si tratta di eiaculazione precoce”, sostiene Emmanuele Jannini, direttore del corso di laurea in Sessuologia all’Università de L’Aquila e coordinatore di una ricerca internazionale …

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18 novembre 2008
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Maschi intelligenti hanno sperma migliore

Una relazione genetica. Indipendentemente dallo stile di vita.

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Spermatozoo (MedicalRF.com/Corbis)
MILANO – L’intelligenza si ritrova anche negli spermatozoi: lo sperma di maschi più intelligenti è di migliore qualità, sia come concentrazione, sia come numero e motilità degli spermatozoi. Lo sostiene uno studio condotto da Rosalind Arden dell’Istituto di Psichiatria del King’s College di Londra, pubblicato sulla rivista Intelligence. Si tende a credere che i ‘cervelloni’ siano anche più sani in quanto la loro intelligenza li porta ad adottare stili di vita salubri. Ma potrebbe non essere tutto qui il nesso tra intelligenza e salute, forse alcuni ‘geni dell’intelligenza’ potrebbero avere anche altre funzioni nell’organismo. Infatti gli esperti hanno sottoposto 425 uomini a svariati test di misura del quoziente intellettivo e poi esaminato campioni del loro sperma. È risultata un’associazione tra intelligenza e qualità dello sperma, più l’uomo è intelligente, migliore è il suo sperma, indipendentemente da stili di vita ed età. Dietro questa relazione devono quindi esserci dei geni, spiegano i ricercatori: è possibile che durante lo sviluppo embrionale geni che influenzano la formazione del cervello siano importanti anche per lo sviluppo dei testicoli.
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06 dicembre 2008 – ultima modifica: 08 dicembre 2008
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Israele, oggi le primarie del Likud. Gaza, da Kuwait nave aiuti a palestinesi

Controlli della polizia israeliana su un'imbarcazione GERUSALEMME (8 dicembre) – I 99mila iscritti al Likud votano oggi per le primarie del partito in vista delle elezioni generali che si terranno il prossimo 10 febbraio. I seggi, 400 in 90 municipalità, hanno aperto i battenti alle 10 ora di Israele, le 9 in Italia, e chiuderanno alle 23 ora locale. Secondo molti sondaggi, il Likud potrebbe tornare a dirigere Israele dopo tre anni di opposizione al governo di Kadima.

Gli iscritti al Likud potranno scegliere tra 261 candidati, votando con il sistema elettronico, che ha provocato grandi problemi ai laburisti la scorsa settimana, tanto che il partito guidato da Ehud Barak fu costretto a rinviare le primarie di due giorni. La battaglia per il posto di numero due del Likud, sottolinea l’edizione online del quotidiano israeliano The Jerusalem Post, sarà tra l’ex ministro della Scienza Bennie Begin, l’ex capo di Stato Maggiore delle forze di sicurezza israeliane Moshe Yàalon e l’ex ministro degli Esteri Silvan Shalom.

Alla guida del Likud resta Benjamin Netanyahu che, secondo gli ultimi sondaggi, ha buone possibilità di vincere le elezioni a febbraio e di ottenere quindi l’incarico di formare il governo che succederà a quello del premier dimissionario Ehud Olmert. Secondo fonti vicine a Netanyahu, se quest’ultimo dovesse divenire il nuovo primo ministro di Israele, i risultati delle primarie non influenzeranno le sue scelte per la rosa dei ministri. Per i funzionari di Kadima e dei laburisti, invece, chiunque vincerà le primarie del Likud, la lista che il partito presenterà per le elezioni sarà talmente spostata a destra, che impedirà a Netanyahu di conquistare i voti degli elettori di centro ancora indecisi.

Lista centrista. Ieri, in ogni caso, Netanyahu ha proseguito con i suoi sforzi per convincere i membri del Likud a sostenere i candidati da lui sponsorizzati nel tentativo di mettere a punto una lista più “centrista”. Proprio per questo, alcuni parlamentari del Likud hanno criticato Netanyahu per quella che hanno definito un’interferenza senza precedenti nella corsa alle primarie. Ai tremila membri del comitato centrale del Likud, oggi, viene anche chiesto di esprimersi su una proposta che consentirebbe in futuro al partito di unirsi a un’altra formazione politica, senza che nel comitato centrale vi sia la maggioranza assoluta a favore della fusione. Sostanzialmente la proposta apre la strada a un’eventuale unione tra il Likud e alcuni parlamentari che potrebbero decidere di abbandonare Kadima.

Gaza: da Kuwait nave con aiuti. Entro pochi giorni l’organizzazione kuwaitiana Al-Rahma Charity invierà una nave contenente 7,5 tonnellate di medicinali destinati alla popolazione palestinese della Striscia di Gaza. Il rappresentante dell’organizzazione a Gaza, Kamal Mosleh, ha fatto sapere che i medicinali verranno distribuiti negli ospedali e nelle cliniche della città di Rafah. «Con questo gesto – ha detto Mosleh – la Al-Rahma Charity cerca di interrompere il blocco imposto dagli israeliani alla Striscia di Gaza».

Volantini per preparare la popolazione all’emergenza. Per ridurre i pericoli di un eventuale attacco con razzi contro Ashdod, Kiryat Gat e Kiryat Malachi, il Comando del fronte interno delle forze di sicurezza israeliane ha iniziato a distribuire volantini alla popolazione di queste comunità. I residenti della zona «potrebbero trovarsi presto nel raggio d’azione dei razzi» lanciati dai guerriglieri palestinesi della Striscia di Gaza, si legge sul quotidiano israeliano The Jerusalem Post. «A causa della possibilità che i razzi raggiungano la vostra zona di residenza, è importante che siate preparati ad affrontare difficoltà che non sono comuni nella vostra vita quotidiana», recitano i volantini.

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fonte: http://www.ilmessaggero.it/articolo.php?id=37455&sez=HOME_NELMONDO


PSICHIATRIA – «Ancora troppi i malati legati al letto»

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La scusa è che manca personale. «In realtà è più comodo che cercare di capire»

Lo scandalo della contenzione dei pazienti dei reparti psichiatrici. A convegno i medici «no restraint»

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Mani imprigionate in due bottiglie di plastica per questa bambina ricoverata in un ospedale psichiatrico della Turchia (Ap)

ROMA – «Camicia di forza in tela di canapa, lunghissime maniche cucite all’estremità, allacciatura laterale posteriore per mezzo di 11 occhielli per parte. Ampi passanti sulle spalle». Scorrono sullo schermo le immagini degli strumenti di contenzione e terapia di impiego comune nei vecchi manicomi. Erano la «cura», a volte l’unica cura, per schizofrenici, psicotici, vittime di terribili persecuzioni della mente.

Oggi non esistono più. Al loro posto, fasce di cotone con buchi alle estremità dove vengono infilati i bulloni. Servono a bloccare le braccia, oppure le gambe. Oppure tutti e quattro gli arti. C’è anche il sistema del lenzuolo. Si fa passare dietro la nuca del matto, quindi sotto le ascelle e si annoda alla testiera. Lo chiamano spallaggio. Sì perché i metodi sono cambiati il ricorso a queste tecniche non è affatto scomparso. Al contrario sopravvive nei servizi psichiatrici di diagnosi e cura, i cosiddetti Spdc, in una misura che Franco Basaglia, a 30 anni dalla sua legge di abolizione dei manicomi, non si sarebbe augurato. «Se fosse ancora vivo, si metterebbe a piangere, battuto», denuncia Walter Gallora, responsabile del reparto appena ristrutturato al San Giovanni di Roma, 15 posti letto, piccole dimensioni, concepito a misura d’uomo. E’ uno dei 15 centri italiani a «Porte aperte», dove la coercizione è passato remoto. I pazienti non solo non sono trattenuti al letto ma a prescindere dalla gravità escono quando vogliono, di giorno e di notte. Il fatto di non sentirsi in gabbia li responsabilizza, in un certo senso, ed è motivo per restare: «Ma come, non mi imprigionate?», chiedono sorpresi. Le evasioni vere e proprie, di gente che fugge per chissà dove, sono una rarità, non superiori a quelle che avvengono a reparto chiuso.

Secondo la ricerca Progress, nel 75% dei 321 servizi psichiatrici le persone ricoverate vengono legate. Nel 25% dei centri non c’è coercizione ma sono a porte chiuse. «Alla base di questi comportamenti c’è l’ideologia. La contenzione viene considerata un atto medico. Inaccettabile», dice Lorenzo Toresini, ex assistente di Basaglia, a Trieste, presidente del Club dei servizi psichiatrici «no restraint», a porte aperte, che si incontreranno l’11 dicembre a Montecatini Terme per fare il punto. La legge italiana non nega specificamente le cinghie ai malati di mente. Ma la violenza privata è punita dal Codice penale. «La maggior parte degli operatori preferiscono legare piuttosto che parlare con il paziente, e lasciarsi attraversare dalla sua follia – denuncia lo psichiatra –. Silenziare e negare è più facile che cercare di capire. I problemi strutturali e di carenza di organico sono un pretesto. E’ una questione di dignità. Legare non è professionalmente dignitoso».

Si è visto in effetti che gli elementi che portano alla coercizione sono l’affollamento del reparto, la mancanza di personale, la struttura dei centri concepiti in modo tale da essere difficilmente controllabili. Da chi pratica il sistema, il sistema viene visto come soluzione per non eccedere nel dosaggio dei farmaci nel caso di pazienti che dovrebbero riceverne in quantità massicce per essere sedati. Ma secondo Toresini è una giustificazione che non regge. Sarebbe stato dimostrato che, messi a confronto, i dosaggi in quelli che chiama «reparti bunker» non sono inferiori. Per Roberto Tatarelli, direttore dell’unità di psichiatria del Sant’Andrea, a Roma «il contenimento è una misura eccezionale, limitata a casi gravissimi dove c’è una sovrapposizione di diagnosi. A volte non se ne può fare a meno. A volte è un problema di infermieri. Ne abbiamo pochi e non sempre professionalmente validi».

Daniela Pezzi, presidente per la consulta regionale del Lazio per la Salute mentale è avvelenata: «I pazzi sono l’ultima preoccupazione dei nostri governi. Ci sono reparti dove manca il 60% del personale. Alcune Asl hanno calpestato i principi della legge del 1978, la 180. In molte realtà è come se questo trentennio non ci fosse stato». Sullo sfondo di questo scenario, i disegni di legge per la modifica delle norme basagliane. Le associazioni e gli operatori temono un ritorno all’antico. Una riforma all’incontrario. Ma è un al lupo al lupo che riecheggia regolarmente. Alla fine non se ne fa più niente. E la psichiatria resta come sempre l’ultima ruota del carro.

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Margherita De Bac
08 dicembre 2008

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fonte: http://www.corriere.it/salute/08_dicembre_08/psichiatria_malati_legati_letto_c4198e9c-c50c-11dd-831d-00144f02aabc.shtml

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MA I LETTI DI CONTENZIONE ESISTONO ANCORA..

OPG: Ospedale Psichiatrico Giudiziario

Ospedale Psichiatrico Giudiziario (OPG), meglio noto come «manicomio criminale»…

Nell’Italia dei presunti «basagliani», dove tanto si rivendica di aver superato i manicomi, esistono ancora luoghi di segregazione atroci, dove la tortura, i pestaggi e le contenzioni al letto sono la norma quotidiana.

Elenco degli OPG in Italia


Due carcerati legati al letto di contenzione all’OPG di Aversa.
Foto estratta dal documentario Socialmente Pericolosi.

Sono 6 gli OPG in Italia:

OPG Montelupo

OPG Aversa

OPG Reggio Emilia

OPG Barcellona

OPG Sant’Eframo

OPG Castiglione

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OPG Montelupo Fiorentino

Sito ufficiale: http://www.opgmontelupo.it

OPG Aversa

Sito ufficiale: http://www.opgaversa.it

OPG Reggio Emilia

OPG Barcellona Pozzo di Gotto

OPG Sant’Eframo

OPG Castiglione delle Stiviere

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Sito ufficiale: http://www.ospedalimantova.it/presidi/osppsicgiud/index.php

Pronti i modelli per chiedere il nuovo bonus famiglia

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Sono pronti i modelli che l’agenzia delle Entrate ha predisposto per il cosiddetto «bonus famiglia», che potrà essere chiesto da lavoratori dipendenti, pensionati e non autosufficienti, al di sotto di una certa soglia di reddito e composizione familiare. Una misura una tantum, varata all’articolo 1 del decreto legge anticrisi (185/08) e valida per il solo 2009.

La richiesta dovrà essere inoltrata al sostituto d’imposta – si tratta, di fatto, di un’autocertificazione – entro il 31 gennaio 2009 (se il beneficio è richiesto in base al numero dei componenti e al reddito familiare complessivo del 2007) o entro il 31 marzo (se si vogliono fornire come riferimento le stesse coordinate, ma del 2008).

In assenza di sostituto d’imposta, la domanda va presentata alle Entrate entro il 31 marzo (se con requisiti 2007) o con la dichiarazione dei redditi (entro il 30 giugno per gli esonerati) se i requisiti scelti sono quelli del 2008.
Il beneficio consiste in un bonus straordinario, erogato quindi una sola volta, il cui ammontare può variare da 200 fino a mille euro in considerazione sia del reddito sia dei componenti del nucleo familiare che ne fa richiesta. Peraltro, come indicato dalla norma, il beneficio erogato non costituisce reddito né a fini fiscali, né a quelli previdenziali, né tanto meno per il rilascio della social card.

Il bonus può essere richiesto dai cittadini residenti, lavoratori e pensionati, incluse persone non autosufficienti, che facciano parte di una famiglia qualificata come a basso reddito. A questo riguardo, il reddito complessivo familiare che dà diritto al beneficio non deve comunque superare la soglia dei 35mila euro l’anno.

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5 dicembre 2008

fonte: http://www.ilsole24ore.com/art/SoleOnLine4/Norme%20e%20Tributi/2008/12/bonus-famiglia-modelli-richiesta.shtml?uuid=fa2bf274-c302-11dd-a95c-4823ee0bdf9d&DocRulesView=Libero

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http://esonica.files.wordpress.com/2008/01/agenzia_entrate.jpg

Autocertificazione per la richiesta del “Bonus famiglia”

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Il bonus, il cui ammontare può variare da 200 fino a 1.000 euro in considerazione sia del reddito sia dei componenti del nucleo familiare, può essere richiesto dai cittadini residenti, lavoratori e pensionati, incluse persone non autosufficienti, che facciano parte di una famiglia qualificata come a basso reddito.

Le scadenze per richiedere l’agevolazione dipendono dall’anno d’imposta che viene preso come riferimento per la verifica dei requisiti previsti dalla norma per il riconoscimento del bonus. A questo riguardo, due sono le alternative. Gli aspiranti beneficiari che scelgono come anno di riferimento il 2007 devono presentare la richiesta al datore di lavoro o all’ente pensionistico entro il 31 gennaio 2009, utilizzando il modello predisposto per la richiesta del bonus al sostituto d’imposta e agli enti pensionistici, che erogheranno il beneficio nei successivi mesi, rispettivamente, di febbraio e marzo. Nei casi in cui il beneficio non è erogato dai sostituti d’imposta, la domanda potrà essere invece inviata, in via telematica, all’Agenzia delle Entrate entro il 31 marzo 2009, utilizzando il modello denominato “Modello per la richiesta all’Agenzia delle Entrate del bonus straordinario per famiglie, lavoratori, pensionati e non autosufficienza”.

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Gaza, Israele blocca nave con parlamentare Knesset

Dal porto di Jaffa sul lungomare di Tel Aviv il deputato arabo israeliano Ahmed Tibi informa che un battello con tre tonnellate di aiuti umanitari non può partire per Gaza: la polizia israeliana lo ha vietato. Poco dopo un’altra telefonata informa che una nave del Qatar, pronta a Cipro per raggiungere Gaza, è pure ferma ai moli: a quanto pare c’è stato un intervento diplomatico del premier israeliano Ehud Olmert sulle autorità cipriote.

Da parte del governo israeliano si replica che il blocco sarà mantenuto finchè non cesserà lo stillicidio di razzi palestinesi sul Neghev. «Al fuoco dei palestinesi occorre rispondere col fuoco» ha avvertito la dirigente di Kadima, Tzipi Livni. Qualcuno la chiama“Intifada delle navi” ma in verità l’iniziativa pilota è quella del movimento Free Gaza e non ne sono protagonisti i palestinesi ma intellettuali, premi Nobel e ora altri stati arabi che intendono forzare il blocco illegale delle navi umanitarie per Gaza. Israele ha inasprito il blocco ma il movimento non demorde.

Una nave, proveniente dalla Libia, è stata fermata la settimana scorsa. Due altre sono state bloccate oggi. Lui ha contatti costanti con organizzazioni umanitarie e con dirigenti di governo di vari Paesi. Ma altre navi del Free Gaza Mouvement sono pronte per partire da Cipro. Ora qualcosa si sta muovendo anche in Israele. Domenica un dettagliato rapporto dell’Associazione israeliana per i diritti civili (Acri), presieduta dal romanziere Sami Michael denuncia condizioni di «non-vita» della popolazione palestinese nei territori occupati («senza sicurezza personale, senza libertà di spostamenti, senza il diritto al lavoro, senza libertà di espressione e senza assistenza medica adeguata») e alla «discriminazione sistematica» della popolazione araba in Israele. Per gli ebrei sefarditi israeliani, si legge nel rapporto, non esiste più una discriminazione ufficiale: eppure quella passata si riflette ancora nelle loro condizioni economiche, nella loro percentuale (limitata) nel mondo accademico e in quella (molto più sensibile) nei penitenziari. Dal testo di Acri emerge una società suddivisa fra quanti detengono la forza (politica, militare o economica) e quanti, essendone privi, vanno a picco. Ad esempio le donne, ad esempio i nuovi immigrati (dalla Russia o dalla Etiopia), od i portatori di handicap, o gli oltre 12 mila profughi africani che hanno bussato alle porte dello stato ebraico per invocare asilo politico. Queste, ed altre categorie, hanno presto scoperto che anche se a livello astratto dovrebbero essere sostenute, l’establishment di fatto li respinge.

La qualità di vita nell’Israele del 2008 – prosegue il rapporto – sta scadendo anche per i ceti medi: non solo per il loro tenore di vita (minacciato dalla crisi economica mondiale) ma anche per attacchi costanti alla libertà di espressione. Il rapporto menziona lo strapotere nei mass media di gruppi economici influenti e denuncia tentativi di limitare la libertà di espressione via Internet. Desta infine allarme la bozza di legge presentata nell’ ottobre 2008 per la costituzione di una “Banca di informazione biometrica” in cui il ministero degli interni israeliano conservi le impronte digitali e le caratteristiche del volto di ogni cittadino israeliano. Una iniziativa che secondo il rapporto è particolarmente pericolosa e che non ha eguale in altri Paesi occidentali.

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7 dicembre 2008

fonte: http://www.unita.it/index.php?section=news&idNotizia=73981