Archivio | giugno 5, 2008

Ambiente, il 7 giugno in «Marcia per il clima»

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Se i pinguini invadono Monte Citorio a Roma, la «febbre del pianeta» è davvero alta. A simboleggiare il cambiamento del clima in realtà sono i rappresentanti di cinquanta associazioni ambientaliste che hanno presentato giovedì la «Marcia per il clima». Il corteo partirà sabato 7 giugno da piazza S. Babila a Milano per arrivare ai giardini di Porta Venezia.

Organizzata da Legambiente, Arci, Acli, Altraeconomia, Confederazione italiana Agricoltura, Forum Ambientalista, Ecologia e Lavoro, Federparchi nella Settimana Mondiale per l’ambiente, «la manifestazione di sabato si propone due obiettivi – spiega Paolo Beni, presidente dell’Arci. In primo luogo chiedere alla politica e alle istituzioni a tutti i livelli di rispettare gli obiettivi europei in tema di abbassamento delle emissioni di C02 e le misure per l’impiego delle energie rinnovabili. L’altro – prosegue Beni, è quello della sensibilizzazione e della diffusione della cultura di un nuovo modello di sviluppo sostenibile e di un nuovo consumo».

Ma quella di sabato non sarà un punto d’approdo del tavolo di lavoro per l’ambiente delle associazioni, ma un punto di partenza che prevede un tavolo permanente. Dall’incontro di piazza del 7 giugno, intanto, verrà fuori un documento programmatico sottoscritto da tutte le associazioni partecipanti e prevede la messa a punto di impegni comuni a favore di un nuovo modello di sviluppo sostenibile. «Il nucleare non era stato nemmeno preso in considerazione fino a poco tempo fa, spiega Paolo Beni, oggi nel documento abbiamo ripreso il tema ma non perché abbiamo cambiato idea sull’uso del nucleare, ma per ribadire che bisogna puntare sulle fonti di energia rinnovabili che sono tutt’ora le più efficienti, le più convenienti e le più sostenibili»

«Da parte nostra – spiega ancora il presidente dell’Arci – abbiamo messo a punto un dodecalogo esemplare adottato da tutti i 5000 circoli Arci che prevede l’impegno a rispettare in dodici semplici punti comportamenti che rispettino l’ambiente».

Sabato, inoltre saranno allestiti stand informativi dove ognuna delle organizzazioni aderenti illustrerà una serie di pratici consigli per combattere il cambiamento climatico. «Nel corso della marcia – fa sapere il presidente di Legambiente, Vittorio Cagliati Dezza – prepareremo una carta da presentare al governo per chiedere maggiori impegni per contrastare il cambiamento climatico. La nostra proposta è quella di agganciare l’Italia alla strategia europea di riduzione delle emissioni di Co2, di impegnarsi a favore dell’utilizzo delle energie rinnovabili e di incentivare la mobilità sostenibile e il trasporto pubblico».

Il corteo per «fermare la febbre del pianeta» partirà alle ore 15, in anticipo di due ore rispetto a quello del Gay Pride in programma per sabato anche a Milano come in tutta Italia. E a proposito della sovrapposizione delle due marce, dall’Arci ci tengono a sottolineare che i due cortei non si creeranno problemi a vicenda e che l’Arci, che per sabato aveva già preso l’impegno per il corteo ambientalista, parteciperà attivamente, come sempre, al Pride nazionale di Bologna del 28 giugno.

Alessia Grossi

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Pubblicato il: 05.06.08
Modificato il: 05.06.08 alle ore 17.43

fonte: http://www.unita.it/view.asp?idContent=76036

Lo chiediamo alla Lega: se un Italiano violenta una Marocchina (minorenne) è reato?

Milano, quando la violenza parla italiano

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 scuola ministro fioroni 220 ANSA
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Una ragazza marocchina di 13 anni è stata violentata e messa incinta da un uomo di 30, milanese, abituale frequentatore di ambienti in cui cercava di adescare ragazzine.

La violenza, secondo quanto riferito dagli investigatori, è avvenuta a casa dell’arrestato nel febbraio scorso. C.G. avrebbe attirato il 7 febbraio a casa sua la tredicenne marocchina, conosciuta frequentando la zona della scuola media in cui la ragazzina è iscritta. Sembra che C.G. fosse solito fingersi più giovane della sua età e frequentare, oltre che alcune scuole medie, anche alcune parrocchie e oratori in cui faceva conoscenza con ragazzine minorenni. Mentre era in corso una manifestazione nella scuola media frequentata dalla ragazza, l’uomo, secondo l’accusa, è riuscito a convincere la tredicenne ad andare a casa sua e lì l’ha stuprata, mettendola incinta.

Questa drammatica storia ha qualcosa di diverso dai fatti di cronaca che purtroppo quotidianamente leggiamo nel prime pagine dei giornali. La vittima è la figlia di immigrati nordafricani e lo stupratore è un cittadino italiano. L’uomo, C.G. 30 anni è stato arrestato giovedì dalla Squadra Mobile e rinchiuso a San Vittore. È accusato anche di altri due episodi di violenza sessuale ai danni di due minorenni italiane.

Casi del genere ce ne sono stati molti. Uomini italiani che stuprano ed uccidono donne immigrate. Come qualche settimana fa a Roma quando una giovane donna romena è stata aggredita e stuprata da un 39enne italiano. La ragazza, dipendente di una cooperativa di servizi, aveva appena iniziato a fare le pulizie in un call center in zona Vescovio quando è stata aggredita alle spalle da un uomo che, minacciandola con un taglierino, l’ha costretta a subire violenza sessuale. O quando il 6 maggio scorso a La Spezia un italiano, di 32 anni, incensurato e sposato, è stato arrestato dai carabinieri della città ligure, mentre tentava di violentare, per la seconda volta, una prostituta straniera, all’interno dell’appartamento della donna.

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Pubblicato il: 05.06.08
Modificato il: 05.06.08 alle ore 13.45

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fonte: http://www.unita.it/view.asp?idContent=76032

Una piazza per fare opposizione. On line

 computer e bloc notes
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Una piazza del dissenso. Telematica. È quella che apre i battenti domenica sul sito della rivista Micromega e che sarà animata da Furio Colombo, Giuseppe Giulietti e Francesco Pancho Pardi. È un blog, insomma, che vuole essere «la quinta colonna dei cittadini nel palazzo», come ha spiegato Paolo Flores D’Arcais, direttore del mensile. L’idea è venuta perché, spiega ancora Flores D’Arcais, «oggi c’è troppo poca opposizione in Parlamento. Anzi, secondo alcuni non c’è proprio. Noi, invece, pensiamo che nel Paese di opposizione ce ne sia tanta. Così abbiamo pensato di creare un interfaccia con chi l’opposizione nel Paese la fa davvero e si aspetta che nel Parlamento si faccia altrettanto».

Un blog quindi che faccia
da «torretta di sorveglianza», per dirla con il deputato Pd Furio Colombo: «L’opposizione si deve fare, non si può mai dire dialogo – dichiara – senza spiegare prima su che cosa e con chi». Vuole rompere il «pericolosissimo pensiero unico» anche Giulietti, già portavoce di Articolo21 e ora deputato dell’Italia dei Valori. «Su questo blog – spiega – ognuno porterà le sue diversità. Io ho aderito perchè mi da fastidio la melassa, lo schematismo, che sia opposizione o dialogo».

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Pubblicato il: 05.06.08
Modificato il: 05.06.08 alle ore 15.38

fonte: http://www.unita.it/view.asp?idContent=76035

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Polemiche sul Gay Pride, che si svolgerà sabato a Roma

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di Marco Filippetti

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“Tutta mia la città”, storico pezzo dell’Equipe 84 rivisitato in versione ska da Giuliano Palma, accompagnerà il 7 giugno per le strade di Roma la festosa parata del Gay Pride 2008. Un solo problema. La città quel giorno non sarà tutta loro. Il questore di Roma Marcello Fulvi ed il prefetto Carlo Mosca non hanno autorizzato l´arrivo della manifestazione in piazza Porta di San Giovanni perché lo stesso sabato ci sarà un concerto corale all´interno della basilica di S. Giovanni in Laterano in concomitanza con l´arrivo del Pride.

Il Governo, ed in particolare il ministro degli Interni, Roberto Maroni, garantiscano che «le pacifiche, non violente e allegre manifestazioni dei Pride al via questo fine settimana possano svolgersi regolarmente». È il monito di Aurelio Mancuso, presidente nazionale di Arcigay.

Nei prossimi giorni migliaia di gay,
lesbiche, trans, eterosessuali, scenderanno in piazza per chiedere che «anche in Italia si affermino i diritti civili e le libertà collettive e individuali di milioni di persone». «Da sempre – dice Mancuso – i Pride si sono svolti in un clima sereno e gioioso; non si capisce perchè quest’anno si vogliano creare inutili polemiche e tensioni da parte delle istituzioni preposte a rilasciare i permessi. Il ministro degli Interni Maroni ha il dovere morale e politico di ricercare tutte le possibili mediazioni, affinchè possa essere fugato il sospetto che la revoca del permesso di giungere a Piazza San Giovanni a Roma, o della piazza centrale a Biella, facciano parte di una volontà politica incomprensibile e arrogante».

Il Circolo di cultura omosessuale Mario Mieli, in qualità di organizzatore del RomaPride 2008, ha chiesto un incontro ufficiale al questore e al prefetto di Roma «per concordare una soluzione positiva in merito al problema dell´arrivo della manifestazione e si dichiara disponibile a trovare un compromesso costruttivo che consenta lo svolgimento di entrambi gli eventi, evitando qualsiasi tipo di sovrapposizione o difficoltà».

Rossana Praitano, presidente del Circolo, nella conferenza stampa di martedì ha proposto una mediazione. «La nostra proposta è di anticipare la conclusione della manifestazione e di posticipare l´inizio del concerto corale, una soluzione tecnica che permetterebbe lo svolgimento delle due iniziative, per noi assolutamente compatibili, e che eviterebbe il sorgere di contrapposizioni, per noi inesistenti». Continua Praitano: «ll Mario Mieli ritiene che la conclusione della parata in Piazza San Giovanni sia una richiesta importante e imprescindibile in termini di libertà di manifestazione. Riteniamo che la città di Roma debba essere accogliente per tutti e crediamo che il RomaPride e il concerto non siano affatto manifestazioni tra loro in contrasto.Tra l´altro c´è gia un´ accordo di massima con il coro per posticipare di mezz´ora il concerto all´interno della basilica».

L´auspicio di tutto il movimento omosessuale è che non venga impedito l´accesso alla piazza di san Giovanni del corteo. Il movimento lgbt (lesbiche, gay, bisex, trans) vuole arrivare a San Giovanni, legittimamente e in piena concordia civile, invece tale impedimento rischia di ora in ora di sembrare politicizzato e pretestuoso per i tanti e tante che parteciperanno alla parata e per i cittadini tutti. Rossana Praitano conclude con un auspicio. «Speriamo che in questa situazione prevalga il buonsenso e che un eventuale rifiuto di concessione della piazza non vada a costituire un precedente pericoloso in termini di libertà e democrazia»
Pubblicato il: 04.06.08
Modificato il: 05.06.08 alle ore 16.46

fonte: http://www.unita.it/view.asp?idContent=76004

Napolitano replica alla Lega “Rilegga la relazione sui rifiuti”

Il capo dello Stato risponde alle dichiarazioni di alcuni esponenti del Carroccio che lo hanno accusato di scaricare le colpe dell’emergenza “sui soliti cattivoni del Nord”

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<B>Napolitano replica alla Lega<br>"Rilegga la relazione sui rifiuti" </B>

Giorgio Napolitano

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NAPOLI – Poche e asciutte parole. “Basta leggere la relazione della Commissione parlamentare sui rifiuti”. Il capo dello Stato, Giorgio Napolitano, replica così alle dichiarazioni di alcuni esponenti della Lega, che interpretano la sua denuncia di ieri (“I rifiuti tossici vengono dal Nord”) come un modo per scaricare le colpe dell’emergenza rifiuti sui “soliti cattivoni del settentrione”.

Il presidente della Repubblica è intervenuto, a Napoli, alla consegna di un premio attribuito all’ex segretario generale della Camera, presidente di Mediobanca e ministro Antonio Maccanico. Sono stati i cronisti presenti a sollecitare un suo commento alle parole pronunciate dalla Lega, facendogli osservare che alcuni esponenti leghisti si sono dipinti come i “soliti cattivoni del Nord”. Una tesi che il presidente smonta con poche battute. Rilanciando le cose già dette ieri: “Sono venuto qui per sollecitare soluzioni a Napoli, non soluzioni al Nord, di un problema che è determinato da varie componenti tra le quali anche quella del traffico di rifiuti tossici dal Nord”.

Una semplice costatazione di una realtà nota. Che, però, irrita la Lega. Che, ìeri, per bocca del sottosegretario alle infrastrutture Roberto Castelli, aveva puntato il dito contro Napolitano. Non siamo disposti a smaltire i rifiuti del sud, è il senso del ragionamento dell’esponente del Carroccio, “non c’è più nessuno al nord disposto ad accettarlo”.

Nel frattempo la questione approda in Parlamento. Alcuni senatori, infatti, hanno chiesto al governo di
riferire dopo la denuncia del presidente della Repubblica. Una richiesta trasversale, arrivata da Adriana Poli Bortone del Pdl, Maria Fortuna Incostante del Pd e Lorenzo Bodega della Lega che ha anche auspicato “che si facciano i nomi e i cognomi dei responsabili di queste azioni criminose”.

5 giugno 2008

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fonte: http://www.repubblica.it/2008/06/sezioni/cronaca/rifiuti-11/napolitano-lega/napolitano-lega.html

La Cgil? Sui precari abbiamo sbagliato

Susanna Camusso:  Dalle tute blu della Fiom alla segreteria confederale; la lunga marcia della leader della Cgil Lombardia

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«Tremonti porti in Europa l’idea di supremazia della politica sul mercato. Brunetta ha iniziato male»

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MILANO — «C’è molto da sfatare nell’idea di una Cgil fatta solo di pensionati, pubblico impiego, metalmeccanici riottosi. Non è così, in Lombardia cresciamo ininterrottamente da 14 anni, cresce il sindacato dei servizi e quello degli edili, ci sono le donne, ci sono i giovani ». Susanna Camusso è rientrata da Roma, dalla conferenza di organizzazione della confederazione, una tre giorni di dibattiti e documenti, mille delegati. Solo lunedì è riuscita a stare un po’ con sua figlia Alice che studia alla Normale e vive a Pisa e il 2 giugno ha compiuto vent’anni. Per la figlia, le zie e le amiche di sempre ha preparato cotolette e tabulè. Il primo sindacato italiano spera per rinnovarsi anche in questa donna forte e negoziatrice, venuta su alla scuola della Fiom e del nord-che-produce. Una che «apre» a Tremonti e sa parlare con la minoranza ribelle, che pensa che «i diritti dei lavoratori oggi sono mondiali» e che «l’Italia non è sull’orlo del baratro e c’è la deve fare». A quanto pare, con l’ ispiratrice di «siamouscitedalsilenzio », la Lombardia tornerà nella segreteria confederale E’ la prima volta dai tempi di Antonio Pizzinato.

Certo che la Cgil sembra nell’angolo…
«Ma quale angolo. C’è una visione nazional-centrica che porta a fare con la Cgil la stessa operazione vista con la politica. Ci si sveglia il mattino dopo le elezioni e si dice: oh, incredibile, ha vinto la Lega»
Su di voi pesa l’accusa di essere il partito dei «no».
«Non siamo un partito, siamo un’organizzazione di interessi, interessi rilevanti, certo. Il nostro mestiere è quello di tutelare i lavoratori, non di distruggere il Paese».

E allora come spiega la rottura con il governo
«Il ministro Renato Brunetta ha cominciato proprio male, con una violazione dell’autonomia della rappresentanza. Non è una questione di forma ma di profonda sostanza. E chi dice che la Cgil si sottrae al confronto sbaglia».

Lei si sarebbe alzata dal tavolo del negoziato?
«È una delle modalità».

Da Trento Sergio Marchionne ha lanciato un appello ai sindacati: io devo competere sui mercati globali, voi chiedete il rispetto di un accordo del 93… E in Italia è impossibile crescere.
«Beh, sulle regole è grottesco: Cgil, Cisl e Uil hanno presentato una piattaforma unitaria di riforma del contratto. Riconosciamo tutti a Marchionne il rilancio della Fiat e l’attenzione ai temi del lavoro. Ma non si metta anche lui a scaricare sui lavoratori tutto quello che non va in questo paese. Noi non abbiamo mai governato».

Ma qualche responsabilità ve la volete assumere o no?
«Sì, sui precari. Qui ci sono colpe anche nostre. Non abbiamo trovato il modo di intercettare i nuovi lavoratori e siamo in ritardo nell’ interpretare le loro richieste. Abbiamo continuato a vedere l’impresa solo nella sua dimensione medio-grande. La nostra fatica, e una delle prime sfide per tutta la Cgil, adesso, è quella di recuperare questo ritardo. Sento il peso della sfiducia dei giovani: è chiaro che se ci mettiamo otto anni per rinnovare il contratto degli artigiani, il messaggio che diamo è che loro un contratto non l’avranno mai. Lo sforzo è darci l’organizzazione e la struttura per la tutela collettiva dei nuovi lavoratori. Qui il confronto con le imprese deve essere molto serrato: quando ci sono realtà che non hanno più un corpo centrale di lavoratori, come sta accadendo nell’editoria, viene da pensare che quell’azienda non ha in mente un futuro».

Cosa c’è di irrinunciabile nella trattativa con Confindustria sulla riforma della contrattazione.
«Se snellire le relazioni vuol dire diminuire le tutele, allora sarà molto difficile intendersi».

La presidenza Marcegaglia potrà in qualche modo favorire il dialogo?
«La trattativa sarà durissima. Però Emma Marcegaglia è una donna ed è una donna che “nomina le cose”. Non è secondario che abbia subito nominato la sua condizione di donna. Questo è un ottimo punto di partenza per una trattativa».

Quanto pesa nei guai della Cgil la spaccatura con la Fiom?
«La rottura politica c’è, non si può negare, ma non ci sarà nessuna scissione, che è una cosa diversa. Da Gianni Rinaldini è arrivata una grande dichiarazione di lealtà alla conferenza. La Cgil è una sola».

Cosa vorrebbe dire a Giulio Tremonti

« Dal ministro dell’Economia mi aspetto che porti in Europa l’idea di supremazia della politica sul mercato. In un’Europa dove a far politica c’è solo la Bce. Ma dico no alle “ricette della paura”, alle misure che dividono, come la detassazione degli straordinari che di fatto taglia fuori le donne e i giovani. Mentre invece c’è il tema dei salari e della redistribuzione fiscale. E non credo affatto che siamo sull’orlo del baratro: ce la possiamo e anzi ce la dobbiamo fare».
Paola Pica (Il Corriere)

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fonte: http://www.flcgil.it/notizie/rassegna_stampa/2008/giugno/corriere_la_cgil_sui_precari_abbiamo_sbagliato

I magistrati di Salerno: «Gravi ingerenze nel lavoro di De Magistris»

Chiesta l’archiviazione nei confronti del giudice

«Più indagava e più i vertici della Procura di Catanzaro lo denunciavano agli organi disciplinari»

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Luigi De Magistris

CATANZARO – «Il contesto giudiziario in cui si è trovato ad operare il pm Luigi De Magistris negli anni della sua permanenza a Catanzaro appare connotato da un’allarmante commistione di ruoli e fortemente condizionato dal perseguimento di interessi extragiurisdizionali, anche di illecita natura». Lo afferma la Procura della Repubblica di Salerno, nel provvedimento con cui ha chiesto l’archiviazione nei confronti di De Magistris, sostituto procuratore della Repubblica di Catanzaro, nell’ambito dell’inchiesta avviata nei suoi confronti su denuncia di magistrati e altri soggetti coinvolti nell’inchiesta «Toghe lucane», di cui il pm in servizio nel capoluogo è titolare.

L’INCHIESTA – L’inchiesta è stata condotta dal Reparto operativo del Comando provinciale dei carabinieri di Salerno, titolari il procuratore della Repubblica di Salerno, Luigi Apicella, e il sostituto procuratore Gabriella Nuzzi. Il procuratore Apicella mercoledì mattina è stato a Catanzaro, dove ha ascoltato il procuratore generale di Catanzaro, Enzo Iannelli e dopo tre ore di incontro non è riuscito ad ottenere alcuni documenti dell’inchiesta Why Not. Catanzaro non ha concesso la documentazione richiesta perché l’inchiesta è attualmente in corso. I magistrati di Salerno, quindi, evidenziano nel provvedimento di richiesta di archiviazione «la pressante attività di interferenza alle indagini posta in essere dai vertici della Procura della Repubblica di Catanzaro, e resasi sempre più manifesta con il progressivo intensificarsi delle investigazioni da parte del pm De Magistris. Alle continue ingerenze sull’attività inquirente è risultata connessa, secondo una singolare cadenza cronologica – è scritto ancora nel provvedimento – la trasmissione di continue denunce e segnalazioni agli organi disciplinari ed alla Procura di Salerno».

VERIFICHE SU PERQUISIZIONI A GIORNALISTI La Procura di Salerno sta inoltre verificando se collaboratori di polizia e giornalisti di cronaca giudiziaria siano stati coinvolti strumentalmente in inchieste condotte dalle Procure di Matera e Catanzaro, subendo anche perquisizioni. Tra i giornalisti perquisiti, su ordine della Procura di Matera, risultano: Carlo Vulpio, inviato del Corriere della Sera; Gian Loreto Carbone, inviato della trasmissione Rai «Chi l’ha visto»; Nicola Piccenna, giornalista del settimanale Il Resto; Nino Grilli, direttore de Il Resto; Manuele Grilli, editore dello stesso settimanale. A loro era stato contestato, in concorso con il capitano dei carabinieri Pasquale Zacheo, il reato di associazione per delinquere finalizzata alla diffamazione. Altra giornalista coinvolta nelle indagini, questa volta della Procura di Catanzaro, è Chiara Spagnolo, del Quotidiano della Calabria, a cui era stato contestato, tra l’altro, il reato di divulgazione di atti coperti da segreto: subì una perquisizione su ordine della Procura di Catanzaro.

DE MAGISTRIS: ACCUSE INFONDATE – E De Magistris ha così commentato la notizia: «Mi sono difeso, in questi mesi, da esposti e denunce ingiusti ed infondati, esprimendo sempre massima fiducia nella magistratura di Salerno, competente per legge». Poi ha aggiunto: «Ho anche rappresentato molteplici fatti sempre nelle sedi istituzionali e in primo luogo all’autorità giudiziaria di Salerno, per contribuire doverosamente, da magistrato, ad evidenziare l’attività di ostacolo posta in essere ai miei danni ed alle funzioni che ho cercato e cerco ancora di svolgere nell’esclusivo interesse della giustizia».

SVILUPPI – E ora? Ora sembra probabile che la Procura di Salerno vada oltre al provvedimento di archiviazione e si ipotizza possa portare avanti un’indagine contro gli stessi magistrati che hanno sottratto le inchieste Why Not e Poseidone a De Magistris. Intanto il primo luglio, la prima sezione disciplinare del Csm deve decidere in merito al trasferimento di De Magistris. Ma tra coloro che dovranno giudicare ci sono componenti del Csm stesso oggetto delle indagini di De Magistris. Un vero e proprio groviglio.

04 giugno 2008

fonte: http://www.corriere.it/cronache/08_giugno_04/demagistris_procura_salerno_b01023fe-323e-11dd-a39e-00144f02aabc.shtml